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Olbia

Un’altra casa del boss agli alluvionati

Un’altra casa del boss agli alluvionati

La Caritas assegna a una coppia uno degli appartamenti della criminalità organizzata

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OLBIA. Si sentono come un principe e una principessa. Che vivono una favola meravigliosa in un piccolo regno. Il loro regno è una vera casa, consegnata loro dalla Caritas ieri mattina.

C’è una nuova coppia di inquilini, dunque, nel complesso Smeraldo di via Damiano Chiesa e occuperà uno dei sette appartamenti (è il quarto assegnato finora) confiscati a una società riconducibile al boss Ernesto Diotallevi (quello di Mafia capitale)

Suor Luigia Leoni, presidente della Caritas diocesana, sorride commossa. E’ stata lei a consegnare le chiavi a Federico e Lucia (nomi di fantasia) nel pieno rispetto dell’accordo assunto con il tribunale di Roma (Settore Misure di Prevenzione) che prevedeva l’assegnazione di quegli appartamenti a famiglie di alluvionati. La prima era stata data a una giovane famiglia olbiese - che ha appena festeggiato l’arrivo del secondo figlio -, gli altri due a persone sempre colpite dal ciclone Cleopatra.

Nel quarto appartamento completamente sistemato dalle imprese con cui collabora la Caritas, abitano da ieri Federico e Lucia: vivevano in uno dei quartieri più danneggiati dall’alluvione del 2013 e, dopo il dramma, avevano continuato a occupare quell’alloggio in affitto nonostante due successivi crolli per i gravi problemi strutturali. «A quel punto - racconta Federico -, quando il nostro vecchio appartamento non era più agibile, siamo stati sfrattati e grazie alla Caritas siamo stati ospitati nella casa alloggio di via Canova per quattro mesi».

Ma dopo tanto buio, dolore e tristezza, gli occhi di questa coppia sono stati quasi accecati da una luce improvvisa, tanto attesa. Quella che illumina le due stanze con bagno dove si sono appena trasferiti. «E’ un sogno che si avvera - raccontano -, questa è una vera casa, e non finiremo mai di dire grazie». Un grazie che, unito a un forte abbraccio, commuove profondamente suor Luigia Leoni. «Quando vedi persone che hanno sofferto tanto e che sono finalmente felici - dice- non puoi che essere contento per loro. E consegnare questo appartamento, il quarto di sette, è stata l’ennesima emozione».

Federico fa il giardiniere, la moglie è invalida e non lavora. Da 24 ore hanno il sorriso stampato e, soprattutto, hanno ritrovato una serenità che avevano perduto da tanto tempo. Mentre mostrano orgogliosi l’appartamentino, facendo anche vedere un televisore ricevuto in regalo dal medico di famiglia, lui spiega i lavoretti che farà per migliorare ancora di più la nuova casa. Poi guarda il grande terrazzo sul quale si affacciano soggiorno e camera da letto e dice subito che lo renderà verde e pieno di colori. «Amo il mio lavoro, amo le piante e i fiori. E qui creerò il mio nuovo giardino».

Federico e Lucia stringono la mano a suor Luigia. «Grazie a lei e a tutta la Caritas voltiamo finalmente pagina». (s.p.)

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