Carabiniere arrestato per estorsione
Insieme a lui un ex vigile del fuoco. Avevano chiesto soldi a un promotore finanziario sostenendo di proteggerlo dalla mafia
OLBIA. Intercettati al telefono e su WhatsApp, beccati, arrestati, accusati di estorsione. Una storiaccia, una storiaccia come tante. Ma quella andata in scena avant’ieri pomeriggio a Santa Lucia, campagna di Olbia, e documentata da polizia e carabinieri, è se possibile anche peggiore: perché a finire in manette sono un carabiniere (in servizio in Sardegna) e un ex vigile del fuoco (in pensione), entrambi residenti in città. Due di cui fidarsi, due divise a cui aggrapparsi. In questo caso, due che hanno cercato di applicare la giustizia da sé, se le accuse sostenute dal pubblico ministero Angelo Beccu saranno accolte domani nel processo per direttissima in tribunale a Tempio.
L’estorsione l’hanno compiuta ai danni di un promotore finanziario di Olbia, con un grosso credito da saldare (oltre 20 mila euro), e che ormai viveva nell’incubo. I due presunti estorsori - A.G., 46 anni, carabiniere; C.C., 60 anni, ex vigile del fuoco; le forze di polizia hanno diffuso solo le iniziali - lo hanno avvicinato e gli hanno messo una paura terribile. Gli hanno detto che quello che vantava il credito con lui, lo aveva ceduto a una società; e che se questa società non fosse stata in grado di recuperare i soldi, beh, avrebbe fatto ricorso a una famiglia siciliana, a dei mafiosi. “Abbiamo partecipato a un incontro con loro - hanno detto i due al promotore finanziario, di 33 anni, olbiese ma spesso all’estero per lavoro, soprattutto in Slovenia -. Se non restituisci quei soldi, hanno quattro sicari pronti, sono già qui a Olbia. Hanno detto che ti appendono a un albero e ti squartano”.
Una minaccia terribile: la mafia, i killer, la famiglia messa a rischio. “Se non colpiscono te, che sei sempre fuori, se la prenderanno con i tuoi - è stato l’altro avvertimento dei due, il carabiniere e l’ex vigile -. Ma noi possiamo aiutarti, abbiamo garantito che avranno indietro i loro soldi e né a te, né alla tua famiglia, succederà nulla”.
Il promotore finanziario, impaurito, angosciato, incapace di trovare un’alternativa, ha accettato di essere protetto dai due, i quali gli hanno chiesto subito 10 mila euro, in due tranche da 5 mila. L’intesa è stata chiusa così. Ma poi il promotore ha preso coraggio, ed andato dalle divise vere. Una lunga denuncia al commissariato di Olbia, e la polizia investigativa, insieme ai colleghi dei carabinieri di Olbia, si è messa al lavoro. Subito. Perché la prima parte dei soldi, il promotore avrebbe dovuta consegnarla l’11 settembre.
La polizia ha cominciato a seguire i due sospettati, ottenendo dal magistrato di intercettare i loro telefoni. Così, davanti agli occhi degli investigatori, è andata in scena tutta la fase preparatoria. Il promotore ha preso i 5 mila euro (fotocopiati in commissariato), e ha contatto il carabiniere, il quale ha spostato il luogo dell’incontro più volte. Alla fine, hanno deciso di vedersi a Santa Lucia. “Prossime comunicazioni solo per messaggio” ha scritto, a quel punto, il carabiniere via WhatsApp al promotore.
L’incontro c’è stato. Alle 17 il promotore ha consegnato i soldi nelle mani del carabiniere e dell’ex vigile del fuoco. I due hanno preso la loro auto e sono andati via, bloccati poi dalla polizia: il carabiniere-estorsore ha buttato per terra il cellulare, e ha cercato di nascondere la borsa con i soldi sotto l’auto. Niente da fare: sono stati arrestati, con le prove. Mandati ai domiciliari, difesi entrambi dall’avvocato Angelo Merlini, domani saranno processati per direttissima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
