Anche il coro Gabriel nel cast dell’opera lirica “La Jura”
TEMPIO. Un sogno che si avvera. Sarà finalmente così per molti tempiesi e per gli estimatori dell’opera musicale di Gavino Gabriel. Dal 20 al 29 novembre, a Cagliari, sarà rappresentata “La Jura”, l’...
TEMPIO. Un sogno che si avvera. Sarà finalmente così per molti tempiesi e per gli estimatori dell’opera musicale di Gavino Gabriel. Dal 20 al 29 novembre, a Cagliari, sarà rappresentata “La Jura”, l’opera lirica scritta dal musicista tempiese Gavino Gabriel che ha raccontato e fatto conoscere oltre Tirreno con il linguaggio dell’arte quella che ancora nei primi decenni del secolo scorso si poteva chiamare “civiltà degli stazzi”. A mettere sulla scena, con ben nove spettacoli, l’opera di Gabriel saranno l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico del capoluogo regionale. Grazie a loro e, in particolare, all’opera del maestro concertatore e direttore Sandro Sanna, del maestro del Coro, Gaetano Mastroiaco, e del regista Cristian Taraborrelli, “La Jura” calcherà di nuovo le scene di un importante teatro dopo quasi sessant’anni di assenza. Il sogno che si fa realtà riguarda anche la persona del musicista tempiese che avrebbe voluto far conoscere la sua opera lirica in più teatri, consapevole del fatto che “La Jura” non è per la Gallura e la Sardegna in generale solo uno spartito da mettere in scena. Contribuisce a rendere ancor più rilevante il valore dell’evento la partecipazione del Coro Gabriel che fa capo all’Accademia intitolata al musicista gallurese, al quale, di recente, è stato dedicato un convegno di studi che ha preso in esame il tema dei rapporti con Gabriele D’Annunzio, il poeta “imaginifico” che tanta parte ha avuto nella conoscenza della musica tradizionale gallurese nei primi anni del ‘900. I componenti del coro tempiese faranno parte del cast e avranno il compito di colorare con le note della tasgja i cinque quadri di vita gallurese dell’opera. Composta da Gabriel quando aveva superato da poco i trent’anni, “La Jura” è stata rappresentata a Cagliari nel 1928 sotto la direzione di Gino Boero, per poi venire eseguita al Teatro San Carlo a Napoli. Tra le due rappresentazioni trascorsero trent’anni. Un’enormità, verrebbe da dire, considerato il successo riscosso dall’opera. Maggiore è lo scarto di tempo che separa l’ultima rappresentazione da quella in programma per il prossimo novembre a Cagliari. Si tratta, quindi, di un’operazione per certi versi coraggiosa, giustificata da un allestimento che, secondo alcune voci, potrebbe avere in sé qualcosa di sperimentale. Cosa che non sarebbe affatto dispiaciuta a Gabriel, scrupoloso custode della tradizione che ben apprezzava i vantaggi dell’innovazione. (g.pu.)
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