Espropri della discordia: in piazza il fronte del no
Il Comitato annuncia battaglia contro il piano anti alluvione del Comune Una nuova manifestazione pubblica di protesta si svolgerà il 25 settembre
OLBIA. Il comitato per la salvaguardia idraulica ritorna all'attacco del Piano Mancini e rilancia i canali scolmatori di Demuru. Col via libera del Consiglio comunale e lo stanziamento fondi da parte del Governo la sua funzione sembrava essersi esaurita, ma con la pubblicazione del piano espropri il comitato riemerge dal silenzio e chiama a raccolta i cittadini contro quello che il portavoce Felice Catasta definisce "un progetto devastante e impattante". Venerdì 25 settembre in piazza Mercato si terrà una manifestazione pubblica per dire no al Piano Mancini. Un'iniziativa aperta a tutta la cittadinanza, in particolare - sottolinea Catasta - ai destinatari degli espropri. Per il comitato, infatti, il progetto per la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico rischia di cancellare mezza città.
«Lo dicono i numeri - afferma Catasta -. E dunque avevamo ragione noi fin dall'inizio. Il Genio civile di Sassari si è dichiarato incompetente sulle procedure per le vasche di laminazione a causa della loro vastità. Pertanto la competenza è passata a Cagliari che dovrà applicare regole ben più severe di quanto pensavamo anche noi». Per Catasta il problema maggiore è dato dalle dimensioni degli invasi. «L'esproprio per la vasca di laminazione di Putzolu passa da 20 a 31 ettari. A Santa Mariedda l'aumento è del 229%, dai 9 ettari previsti a 30. Più o meno la stessa situazione di via Nervi, da 12 a 33. A questo punto la paura è che anche l'allargamento dei canali possa avere maggiori dimensioni di quelle previste». Il comitato, dunque, non fa marcia indietro: il Piano Mancini è da buttare, meglio il progetto firmato da Andrea Demuru sui canali scolmatori. «È una soluzione che eviterebbe tutti questi problemi - sostiene ancora Catasta -. Anzi è l'unica soluzione che consentirebbe di mantenere la situazione esistente senza dover ricorrere agli espropri. Altrimenti Olbia così come è non ci sarà più. Il professor Mancini, il sindaco Giovannelli e l'assessore Careddu a più riprese hanno affermato che nessun fabbricato sarà demolito, ma resta il fatto che per allargare i canali sarà necessario cedere tratti di giardino, parcheggi, cortili, muri di recinzione, barbecue. E per riuscire nell'intento di non demolire alcuna casa hanno preferito fare alcuni canali a fisarmonica, ignorando comunque che i fabbricati entro i 10 metri dal canale saranno irregolari e a rischio».
Per il comitato, inoltre, il Piano Mancini andrebbe a pesare molto di più alle tasche dei cittadini rispetto al progetto Demuru. «In base ai calcoli fatti, tra lavori e indennizzi, il costo della soluzione adottata dal Consiglio comunale non potrà essere inferiore ai 300mila euro. L'alternativa, invece, sarebbe molto più economica, anche perché non sono previsti gli espropri. Purtroppo quest'opera è partita male: poca trasparenza, nessuna possibilità data ai cittadini di ragionare su quanto stava avvenendo. Ecco perché vogliamo scendere in piazza e gridare tutto il nostro dissenso». L'appuntamento è per venerdì 25 settembre alle 17 in piazza Mercato. Sullo stesso argomento giovedì 17 alle 18 all'hotel President Unidos ha indetto un'assemblea pubblica: interverranno Mauro Pili, Tonino Pizzadili, Antonio Appeddu e AngeloPagano.
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