La Nuova Sardegna

Olbia

Espropri della discordia: in piazza il fronte del no

di Alessandro Pirina

Il Comitato annuncia battaglia contro il piano anti alluvione del Comune Una nuova manifestazione pubblica di protesta si svolgerà il 25 settembre

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OLBIA. Il comitato per la salvaguardia idraulica ritorna all'attacco del Piano Mancini e rilancia i canali scolmatori di Demuru. Col via libera del Consiglio comunale e lo stanziamento fondi da parte del Governo la sua funzione sembrava essersi esaurita, ma con la pubblicazione del piano espropri il comitato riemerge dal silenzio e chiama a raccolta i cittadini contro quello che il portavoce Felice Catasta definisce "un progetto devastante e impattante". Venerdì 25 settembre in piazza Mercato si terrà una manifestazione pubblica per dire no al Piano Mancini. Un'iniziativa aperta a tutta la cittadinanza, in particolare - sottolinea Catasta - ai destinatari degli espropri. Per il comitato, infatti, il progetto per la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico rischia di cancellare mezza città.

«Lo dicono i numeri - afferma Catasta -. E dunque avevamo ragione noi fin dall'inizio. Il Genio civile di Sassari si è dichiarato incompetente sulle procedure per le vasche di laminazione a causa della loro vastità. Pertanto la competenza è passata a Cagliari che dovrà applicare regole ben più severe di quanto pensavamo anche noi». Per Catasta il problema maggiore è dato dalle dimensioni degli invasi. «L'esproprio per la vasca di laminazione di Putzolu passa da 20 a 31 ettari. A Santa Mariedda l'aumento è del 229%, dai 9 ettari previsti a 30. Più o meno la stessa situazione di via Nervi, da 12 a 33. A questo punto la paura è che anche l'allargamento dei canali possa avere maggiori dimensioni di quelle previste». Il comitato, dunque, non fa marcia indietro: il Piano Mancini è da buttare, meglio il progetto firmato da Andrea Demuru sui canali scolmatori. «È una soluzione che eviterebbe tutti questi problemi - sostiene ancora Catasta -. Anzi è l'unica soluzione che consentirebbe di mantenere la situazione esistente senza dover ricorrere agli espropri. Altrimenti Olbia così come è non ci sarà più. Il professor Mancini, il sindaco Giovannelli e l'assessore Careddu a più riprese hanno affermato che nessun fabbricato sarà demolito, ma resta il fatto che per allargare i canali sarà necessario cedere tratti di giardino, parcheggi, cortili, muri di recinzione, barbecue. E per riuscire nell'intento di non demolire alcuna casa hanno preferito fare alcuni canali a fisarmonica, ignorando comunque che i fabbricati entro i 10 metri dal canale saranno irregolari e a rischio».

Per il comitato, inoltre, il Piano Mancini andrebbe a pesare molto di più alle tasche dei cittadini rispetto al progetto Demuru. «In base ai calcoli fatti, tra lavori e indennizzi, il costo della soluzione adottata dal Consiglio comunale non potrà essere inferiore ai 300mila euro. L'alternativa, invece, sarebbe molto più economica, anche perché non sono previsti gli espropri. Purtroppo quest'opera è partita male: poca trasparenza, nessuna possibilità data ai cittadini di ragionare su quanto stava avvenendo. Ecco perché vogliamo scendere in piazza e gridare tutto il nostro dissenso». L'appuntamento è per venerdì 25 settembre alle 17 in piazza Mercato. Sullo stesso argomento giovedì 17 alle 18 all'hotel President Unidos ha indetto un'assemblea pubblica: interverranno Mauro Pili, Tonino Pizzadili, Antonio Appeddu e AngeloPagano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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