Ex finanziere condannato a sei anni per estorsione aggravata
Concluso il rito abbreviato chiesto da Ruggero Massa. Era stato accusato dalla Procura di aver architettato un sistema per spillare denaro al magnate georgiano Manasir Zijad
TEMPIO. Si è concluso con la clamorosa sentenza di condanna a sei anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici il rito abbreviato chiesto dal legale di Ruggero Massa, un ex sottufficiale della guardia di finanza accusato di aver tentato di estorcere due milioni di euro a un magnate russo. Ruggero Massa e l’agente immobiliare olbiese Ivan Serra (che sarà giudicato sempre con rito abbreviato il prossimo novembre, così come chiesto dal suo difensore di fiducia, il penalista e cassazionista Domenico Putzolu) vennero accusati di estorsione aggravata ai danni di un magnate russo dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio, Riccardo Rossi, per aver messo a segno, nella seconda metà del 2012, una ingegnosa richiesta estorsiva ai danni del potente gestore dei gasdotti della Georgia, Manasir Zijad, al quale avrebbero cercato di spillare oltre due milioni di euro.
Il difensore di Ruggero Massa aveva chiesto l'assoluzione per il suo assistito, mentre il pm Ginevra Grilleti aveva sollecitato una condanna a quattro anni di reclusione. Alla lettura della sentenza era presente, per sottolinerare l'importanza dell'indagine portata avanti degli uffici inquirenti galluresi nei confronti di un ex rappresentante delle forze dell'ordine, il capo della procura della Repubblica Domenico Fiordalisi e il sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu, titolare della delicatissima l'inchiesta.
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