Sanità in pericolo, l’Unione dei Comuni oggi in assemblea
Sul tavolo la temuta riorganizzazione della rete ospedaliera Biancareddu: «Appelli all’unità inutili se mancano certezze»
TEMPIO. Alta Gallura in fermento sulla sanità. Lo dimostra la convocazione per oggi di una assemblea straodinaria dei sindaci dell’Unione dei Comuni Alta Gallura, per discutere e deliberare sul “Programma di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna”. Ma anche un comunicato del Popolo dei Lucchetti che reclama «dai sindaci dell’alta Gallura, primo fra tutti quello di Tempio, la mobilitazione e la lotta popolare in difesa della sanità, sull’esempio di altri territori dell’isola», il tutto mentre i sindaci del distretto di Olbia si appellano all’unità del territorio. E poi la paura che, ancor prima della annunciata riforma, il reparto medicina dell’ospedale “Paolo Dettori” possa essere pesantemente penalizzato, se non addirittura chiuso, entro ottobre, a causa del blocco delle assunzioni deciso dall’assessore Arru.
L’argomento tiene banco. Non solo fra i politici e gli amministratori comunali, ma anche fra la gente comune che segue la vicenda sanità con preoccupazione ma anche disorientata da una mancata presa di posizione chiara sul tema.
L’assemblea straodinaria dei sindaci dell’Unione dei Comuni Alta Gallura, cui è stato invitato anche il sindaco di Trinità (che da anni non fa più parte dell’Unione ma che da tempo segna un avvicinamento che potrebbe portare a un atteso rientro) avrà inizio nei locali di via Cannas alle 18. Ipotizzare quali potranno essere le risultanze dell’incontro è difficile dirlo. Né Andrea Biancareddu, presidente del distretto e delegato a trattare sulla sanità, né alcun altro sindaco azzardano risposte.
«Certo è – dice Biancareddu –, che se il territorio non avrà certezze sancite dalla legge su quanto stiamo chiedendo per la sanità, non potrà più continuare a parlarsi in Gallura di primo distretto di Olbia e secondo distretto di Tempio. Gli appelli all’unità, seppur apprezzabili, avranno il loro effetto solo se le richieste del distretto che rappresento troveranno immediato e chiaro riscontro. Questa è una conditio sine qua non. Qualunque altra decisione non farà altro che aumentare la mia determinazione per pretendere quanto finora non ci è stato dato e per tenere stretto ciò che ora vogliono prenderci».
Anche Biancareddu esprime la sua preoccupazione per il reparto medicina, che domenica mattina ha voluto visitare all’insaputa di tutti. «Con il turnover ideato da Arru – dice – fra qualche giorno i dieci medici presenti diventeranno solamente cinque. Cinque ottimi medici che da soli però, nonostante la buona volontà, non possono obiettivamente riuscire a tenere aperto il reparto».
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