Servizi di pronto soccorso un’altra estate al collasso
Crescono del 6% rispetto al 2014 gli accessi nelle strutture d’emergenza dell’Asl Impennata dei “codici rossi” anche a causa dell’aumento degli incidenti stradali
OLBIA. Oltre 20mila accessi nelle strutture di emergenza-urgenza degli ospedali della Gallura e un incremento notevole dei codici rossi a causa dell’aumento degli incidenti stradali. Numeri grossi, che confermano una mole di lavoro incredibile per i servizi di pronto soccorso della Asl di Olbia e un’altra stagione al collasso.
Si parla di un sei per cento in più di accessi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e questo dipende soprattutto dall’impennata delle presenze turistiche e, quindi, dal numero maggiore di persone che, per vari motivi, si sono precipitate all’ospedale.
In una giornata presa a caso lo scorso mese di luglio, attraverso il cosiddetto “Monitor del pronto soccorso” (che permette di visualizzare in tempo reale lo stato di affollamento dei servizi di emergenza in Sardegna) era emerso un dato: il pronto soccorso olbiese era quello che nell’isola aveva il carico di lavoro maggiore. Ma questo è quello che è accaduto durante tutta la stagione estiva e in modo particolare ad agosto, nonostante il Giovanni Paolo II, rispetto ad altre strutture sanitarie sarde, possa contare su meno posti letto e meno specialità. Non solo: il rilevamento aveva anche fatto emergere quanto fossero più lunghi (spesso di parecchie ore) i tempo di attesa dei pazienti prima di poter essere visitati. Eccetto le urgenze, chiaramente, che passano sempre davanti a tutto.
Il motivo? Il numero eccessivo di codici bianchi e verdi, di fronte ai quali anche la stessa Asl aveva più volte lanciato un forte appello “per un appropriato utilizzo del servizio di emergenza” proprio perché il pronto soccorso ma anche diversi reparti ospedalieri si sono trovati in emergenza.
«Ma bisogna riconoscere - ammette Paolo Tecleme, commissario della Asl - che c’è stato un passo in avanti in questa direzione. Nelle grosse strutture come il pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dinanzi a lunghe attese c’è infatti chi ha preferito rivolgersi ad altre strutture del territorio che garantiscono la continuità assistenziale, come ad esempio la guardia medica e quella turistica. Un dato interessante, insomma, che fa sicuramente ben sperare per la prossima stagione».
In ogni caso, l’aumento degli accessi al pronto soccorso (sia per quanto riguarda Olbia che per La Maddalena e Tempio) c’è stato, e dai 18.867 dello scorso anno si è arrivati a quota 20.115.
«Esaminando i numeri - prosegue Tecleme - si arriva a un risultato evidente: Olbia in particolare, nei mesi di luglio e agosto è arrivata a essere una città dalle grandi dimensioni con una popolazione di 500mila abitanti. Una situazione che mette sotto pressione l’intera struttura sanitaria e in particolare, oltre al pronto soccorso, la Medicina, l’Ortopedia e le terapie intensive. Di concerto con l’assessorato regionale alla Sanità, abbiamo dunque pianificato dei correttivi per cercare di rendere maggiormente funzionanti le altre strutture sanitarie del territorio e, come detto, i primi risultati sono arrivati».
E poi: «L’incremento delle presenze in tutta la Gallura ha portato nei tre mesi estivi a un considerevole aumento dei codici rossi, passati dagli 83 del 2014 ai 128 del 2015, pari al 54% in più rispetto all’anno precedente. Si è trattato principalmente di eventi traumatici legati alla crescita degli incidenti stradali che sono proporzionali alla presenza di mezzi che circolano nel territorio».
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