La Nuova Sardegna

Olbia

Emergenza povertà, un milione di euro in arrivo dal Comune

di Dario Budroni
Emergenza povertà, un milione di euro in arrivo dal Comune

I fondi serviranno a retribuire il lavoro di persone bisognose Inserite nel progetto anche cinque donne vittime di violenza

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OLBIA. Ci sono numeri che lasciano ben sperare. Uno per esempio è questo: meno 15 per cento. Significa che la povertà sta cominciando ad allentare leggermente la sua morsa. Diminuisce infatti il numero delle persone che partecipano al bando comunale contro le povertà estreme. «Le domande presentate sono 250 in meno rispetto allo scorso anno, una diminuzione del 15 per cento circa - spiega Rino Piccinnu, assessore alle Politiche sociali -. Probabilmente all’interno di molti nuclei c’è qualcuno che è riuscito a trovare lavoro. Questo è un dato che ci fa sperare». I nuclei che hanno partecipato all’ultimo bando comunale sono comunque 2mila e 700. A beneficiarne saranno in 260. Le graduatorie sono approvate e già consultabili.

Gli interventi. Il Comune ha stanziato 1 milione e 50mila euro. E ha individuato tre linee di intervento. La prima, che interessa 120 persone, prevede questo: una settimana di lavoro al mese per 250 euro presso associazioni e cantieri comunali. La linea due, invece, non prevede alcuna prestazione lavorativa: gli 80 beneficiari, sia disabili che anziani, riceveranno un assegno di 250 euro mensili. Infine la linea tre: i 60 beneficiari lavoreranno per cinque giorni alla settimana per 600 euro al mese, tra cantieri, assessorati, uffici e settore pulizie. «Non facciamo la carità, ma diamo i nostri contributi dietro una prestazione lavorativa – dice Piccinnu -. I beneficiari degli scorsi bandi hanno per esempio ristrutturato la chiesa della Salette, lavorato per Casa Silvia e ultimato la chiesa di Pittulongu».

La novità. Nella linea d’intervento numero tre sono state inserite cinque donne vittime di violenza, che sognano di cominciare una nuova vita una volta uscite dalla casa protetta del centro Prospettiva donna. «Era emersa questa necessità. Insieme al presidente di commissione Stefano Giua abbiamo deciso di intervenire» dice Piccinnu. Soddisfatta Piera Bisson, vicepresidente di Prospettiva Donna: «Serve per dare un minimo di indipendenza economica. A molte donne era addirittura vietato lavorare. Quindi non hanno curriculum, non hanno esperienza. Con questo bando si apre invece una opportunità».

Le informazioni. Le graduatorie del bando, anche quest’anno studiato insieme a Cgil, Cisl e Uil, sono consultabili da lunedì scorso. Gli interessati possono recarsi all’Informacittà (museo archeologico) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 12.30. Oppure all’ufficio polifunzionale per il cittadino di via Dante o nella sede dell’assessorato in via Capoverde, sempre dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 13) e il lunedì e il mercoledì pomeriggio (dalle 16 alle 18). Si può presentare ricorso entro il 30 settembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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