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Aspiranti poeti e romanzieri al corso di scrittura creativa

Aspiranti poeti e romanzieri al corso di scrittura creativa

TEMPIO. Manca un solo incontro per la chiusura del secondo laboratorio di scrittura creativa condotto da Marcella Massidda, ma i numeri per un bilancio ci sono tutti. Ancora una volta, proprio com’er...

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TEMPIO. Manca un solo incontro per la chiusura del secondo laboratorio di scrittura creativa condotto da Marcella Massidda, ma i numeri per un bilancio ci sono tutti. Ancora una volta, proprio com’era accaduto lo scorso anno, chi lo ha frequentato ha potuto apprezzare la professionalità della scrittrice che lo ha condotto, giovandosi di consigli e piccoli segreti di cui non può fare a meno la vena creativa di chi aspira a diventare poeta o romanziere. Se lo scorso anno il numero di chi frequentò il laboratorio superò addirittura i 50 iscritti, per quello che sta per chiudere i battenti la nidiata di aspiranti scrittori è andata riducendosi, facendo però crescere e notare più facilmente le maggiori qualità del gruppo. Prova del successo del laboratorio organizzato e voluto per il secondo anno di seguito dalla cooperativa Athena è anche la varietà del target al quale ha saputo rivolgersi: se il più grande sfiora i settant’anni, i più giovani, veri scrittori in erba, ne hanno poco più di dieci. I risultati a cui sono giunti sotto l’abile regia di Marcella Massidda diventeranno pubblici e constatabili da parte di tutti quando verrà stampata da parte della cooperativa Athena l’antologia che raccoglierà i lavori migliori. Alla base degli ottimi riscontri del laboratorio c’è il metodo adottato da Marcella Massidda, scrittrice e poetessa che tiene da anni un corso simile a Perugia dove trascorre parte dell’anno.

Tanti sono i titoli della sua pregevole produzione lirica. Ciò che per lei più conta non sono però i riconoscimenti pubblici, ma la qualità del rapporto che s’instaura con la scrittura, da non vedere mai come un esercizio aridamente tecnico. «Il mio proposito - dichiara Massidda - è stato ed è sempre quello di parlare della parola e dell’alone di mistero che implica e suscita. La parola si sprigiona liberamente e possono bastare pochi esercizi mirati per affinare lo strumento». Tra gli allievi del secondo laboratorio c’è chi ha prodotto un romanzo breve e chi, invece, sempre più consapevole delle proprie attitudini, ha optato per altri generi. In tutto questo gioca naturalmente un ruolo determinante il talento. Merce rara, non solo in letteratura. «Ma - avverte Marcella Massidda - se solo uno fra i tanti diventasse scrittore, sarebbe già un gran risultato». (g.pu.)

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