Attentato alla Marmorata in fiamme un camion bar
Santa Teresa, il rogo doloso danneggia il chiosco e distrugge frigoriferi e arredi Il titolare si ustiona nel tentativo di salvare il salvabile: «Ma continuo a lavorare»
SANTA TERESA. Si è gettato tra le fiamme per recuperare il suo camioncino bar ed evitare danni peggiori di quelli subiti. In fumo, infatti, sono finiti un chiosco in legno, 3 frigoriferi per gelati, 6 ombrelloni, 30 sedie e 15 tavolini. I danni ammontano a oltre 16mila euro. Giuseppino Cirotto da 25 anni gestisce un punto di ristoro all'ingresso della rinomata spiaggia La Marmorata. Ha riportato lievi ustioni alle braccia. «Il dolore fisico è sopportabile – commenta – fa più male sapere che qualcuno potrebbe aver appiccato il fuoco di proposito. Ma non mi lascio intimorire, dopo un giorno di chiusura forzata ieri ho riaperto i battenti».
Nell'incendio sono esplose due bombole di gas custodite nel chiosco, il rogo ha rischiato di estendersi a un canneto che circonda lo spazio antistante la spiaggia. Gli oggetti divorati dalle fiamme sono ammassati dietro al camioncino in parte annerito dal fumo. Persiste nella zona un odore acre, ma i bagnanti seduti sulle sdraio con gli ombrelloni in prima fila non ci fanno caso, si godono tranquilli gli ultimi giorni di vacanza. Il titolare della concessione ha 76 anni, è molto conosciuto in paese. Ha ricevuto tante telefonate e testimonianze di solidarietà. In passato ha già subito atti vandalici. «Faccio questo lavoro da 25 anni – racconta -. Sino a otto anni fa qui era un'oasi di pace. La prima volta, ignoti, hanno divelto una veranda utilizzando un fuoristrada. Il 20 ottobre 2014 hanno appiccato un incendio al canneto vicino al camioncino, mettendo fuori uso gli impianti dell'acqua e della luce». Questa volta i danni sono più ingenti. L'incendio ha mandato in fumo oggetti e mesi di sacrifici e lavoro. Cirotto aveva chiuso il bar un'ora prima. Verso le 21 si è precipitato sul posto. Quando è arrivato in spiaggia le fiamme stavano avvolgendo gli ultimi ombrelloni, le sedie e i tavolini. «Ho agito d'istinto – racconta -. Il fuoco aveva già annerito parte del camioncino. Mentre stavamo aspettando l'arrivo dei vigili del fuoco di Arzachena assieme ai titolari della vicina concessione balneare – racconta - siamo riusciti a spostare il mezzo». Tempestivo l'intervento dei carabinieri, degli agenti della polizia di Stato e della polizia locale di Santa Teresa. L'impianto di videosorveglianza è andato in cenere. Le indagini per risalire al presunto autore dell'incendio doloso sono ancora in corso, per raggiungere la spiaggia c'è un'unica strada d'accesso, qualcuno potrebbe fornire qualche elemento utile.
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