Femina Agabbadòra, successo di pubblico
LURAS. Nelle tabelle e nelle statistiche è ormai una certezza e il segno più è sempre presente. E’ il museo “Galluras” di Luras, quello della Femina Agabbadòra. Si perché, come spiega il direttore e...
LURAS. Nelle tabelle e nelle statistiche è ormai una certezza e il segno più è sempre presente. E’ il museo “Galluras” di Luras, quello della Femina Agabbadòra. Si perché, come spiega il direttore e proprietario Pier Giacomo Pala, «quando mi chiamavano al telefono per prenotare la visita guidata tutti chiedevano del museo Galluras. Adesso, la gente chiede del museo della Femina Agabbadòra. Questo significa l’identificazione del museo con una storia». I numeri sono positivi e, anche l’estate 2015, ha portato tanti visitatori, circa 3mila, qualcuno in più rispetto allo scorso anno. «Avere un incremento è sempre importante – commenta ancora Pala – però la cosa che più mi fa piacere è il fatto che i visitatori vengono a visitare il museo perché, la maggior parte delle volte, gli viene consigliato da chi c’è già stato ed ha potuto godere della visita guidata. E ritorna anche chi lo ha già visitato. Questo è molto significativo». A varcare la soglia del museo di via Nazionale, tantissimi visitatori italiani (grande soprattutto il numero dei sardi che vogliono riscoprire le tradizioni) e stranieri. Sempre presenti in francesi. In aumento i tedeschi, gli spagnoli e gli inglesi. Il museo lurese, oltre a custodire, l'ormai famoso martello de “Sa femina agabbadòra”, ospita la ricostruzione degli ambienti galluresi di un tempo su tre piani. (s.d.)
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