Unidos all’attacco: «Il Piano Mancini può essere bocciato»
Tonino Pizzadili invita il consiglio comunale a ripensarci Sul progetto Pili presenta un’interrogazione al Governo
OLBIA. Canali, vasche di laminazione, espropri. Per Unidos il Piano Mancini è da bocciare in toto. Ieri all’hotel President, davanti a una affollata sala, il partito ha schierato tutti i suoi rappresentanti, a partire dal leader Mauro Pili, per ribadire la totale contrarietà al progetto per le opere di mitigazione del rischio idraulico. «Fin dall’inizio abbiamo mostrato dei dubbi verso il piano – ha esordito il responsabile gallurese (e agronomo) Tonino Pizzadili –, ma ora che è stato pubblicato il progetto definitivo siamo certi che la sua realizzazione sarà un danno per la città». La bocciatura di Pizzadili, affiancato da Antonio Appeddu e Angelo Pagano, è totale. Va dal mancato coinvolgimento della comunità alle vasche di laminazione, dall’allargamento dei canali agli espropri delle aree.
«Non è stata coinvolta la comunità – attacca Pizzadili –, non sono state approfondite soluzioni alternative. Il Piano Mancini va a intaccare il tessuto urbano e Olbia sarà stravolta. Vivremo per decenni con i disagi di un cantiere in città, molti avranno l’acqua perennemente sull’uscio di casa, perderanno aree importanti, le attività produttive - in particolare dell’agro - subiranno danni enormi. E in più dovremo convivere con delle enormi dighe». L’ex presidente del consiglio comunale ha analizzato il Piano Mancini sotto i vari aspetti. Ed è stata una stroncatura generale. «La scelta delle vasche di laminazione è inadeguata: non solo saranno un obbrobrio, ma sarà anche difficile la loro gestione. Tra l’altro, dovranno sottostare alla normativa delle dighe, il che significa che avremo due laghi dentro la città».
Per Pizzadili l’unica via d’uscita è un nuovo voto, questa volta contrario, del consiglio comunale. «Abbiamo ancora una possibilità per evitare tutto questo – ha concluso il leader gallurese di Unidos –. Basta che il consiglio comunale bocci la variante urbanistica al Piano di fabbricazione. In quella occasione vedremo se ci saranno 14 consiglieri disposti a distruggere la nostra città oppure se tutti gli altri, di maggioranza e di opposizione, si uniranno per dire no a questo progetto». Dopo Pizzadili è stato il turno di Mauro Pili, che ha presentato ai tanti presenti al President - tra cui i rappresentanti del Movimento per la salvaguardia idraulica e alcuni consiglieri comunali - la sua interrogazione a Renzi proprio sul Piano Mancini. (al.pi.)
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