La Nuova Sardegna

Olbia

Usava il pass disabili della madre morta

di Alessandro Pirina

Il professionista beccato nel parcheggio dell’ospedale. Solo nel 2015 400 verbali per l’uso improprio di stalli per invalidi

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OLBIA. L'abuso di pass per disabili non è una novità. Solo a Olbia dall'inizio del 2015 sono 400 le sanzioni amministrative comminate a chi utilizza senza averne alcun diritto gli stalli per portatori di handicap. Ma l'ultimo beccato con le mani nel pass non è un furbetto qualsiasi. Ieri la polizia locale, infatti, ha pizzicato un medico che parcheggiava l'auto nei posteggi del vecchio ospedale riservati ai disabili, esponendo sul cruscotto il contrassegno intestato alla madre morta. Un sistema escogitato per evitare lunghe attese nella ricerca di un posto libero e timbrare così il cartellino in orario. Il furbetto in questione, dunque, non solo ha il camice bianco, ma si serviva del pass proprio per parcheggiare la macchina di fronte al portone di ingresso del San Giovanni di Dio. Per il medico sono scattati immediatamente il ritiro del contrassegno, la decurtazione di 2 punti dalla patente e 86 euro di sanzione amministrativa.

Tolleranza zero. Nulla rispetto alla figuraccia fatta davanti agli agenti in borghese che gli contestavano l'illecito amministrativo. «Il caso del medico è solo uno dei tanti – ammette il comandante della polizia locale, Gianni Serra –. Purtroppo quando si parla di disabili registriamo una marea di violazioni. Solo nel 2015 abbiamo contestato 400 verbali per l'uso improprio degli stalli a loro riservati. C'è veramente tanta indifferenza, troppa nei confronti di queste persone. Per questo motivo noi siamo fiscalissimi, non facciamo sconti a nessuno. Siamo tolleranti solo davanti a reali esigenze».

Indifferenza. In città, dunque, gli automobilisti mostrano poca attenzione nei confronti dei portatori di handicap. Spesso gli stalli a loro riservati vengono occupati da auto che non ne hanno il diritto. «Chi parcheggia in un posto riservato lo fa spesso per motivazioni superficiali. Un caffè al bar, le sigarette in tabaccheria. Ma non è giusto, perché per i disabili assistere a questa indifferenza nei loro confronti è una ulteriore sofferenza».

Il boom estivo. Con l'aumento delle presenze in estate è inevitabile anche l’ incremento degli incivili e degli illeciti. «Spessissimo nelle spiagge gli stalli vengono occupati impropriamente – dice ancora Serra –. Penso a Pittulongu o a Porto Istana, dove ogni giorno combattiamo con turisti che, pur di parcheggiare vicino alla spiaggia, mettono in mostra contrassegni di invalidi senza averne diritto. Dicono che il pass è della mamma o della suocera, ma poi vai a scoprire che il titolare non è in Sardegna ma nella sua città di residenza».

I recidivi. «Questa estate – aggiunge Serra – un turista napoletano lo abbiamo beccato ben due volte. La prima ha fatto ricorso, perché sosteneva che la suocera fosse in spiaggia, ma la seconda non ha avuto scampo: gli agenti lo hanno pizzicato mentre da solo scaricava l'ombrellone e la sdraio per andare in spiaggia. A quel punto il ricorso è stato rigettato e si è beccato anche una seconda sanzione».

Il ritiro. Nel caso del medico il pass è stato ritirato, perché il titolare - in questo caso la madre - è morto, ma quando è ancora in vita la polizia locale lo invia al comune di residenza, a cui tocca indagare sul perché il tesserino fosse in mani altrui e viene restituito solo in presenza di valide giustificazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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