Zone a rischio, ecco i primi cartelli
L’assessore: «Presto anche le simulazioni, si parte da Isticcadeddu»
OLBIA. I primi cartelli sono stati piazzati ieri mattina. Indicano ai cittadini la più vicina area di attesa in caso di pericolo alluvione. Tutto rientra nei programmi del nuovo piano di protezione civile, che presto passerà per il consiglio comunale ma provvisoriamente adottato tramite un’ordinanza del sindaco. «Siamo il primo Comune in Sardegna ad avere adottato la cartellonistica. Ci siamo ispirati al modello nazionale – spiega Ivana Russu, assessore alla Protezione civile -. Le persone che abitano in zone a rischio, e non ai piani alti, in caso di emergenza dovranno recarsi nelle aree indicate dai cartelli». Saranno i soccorritori, tramite porta a porta, megafoni, app e social, a ordinare e coordinare l’evacuazione quando i fiumi superano il livello di guardia. Il lavoro che ha portato a questo risultato è imponente. La città è stata infatti suddivisa in oltre cento bacini. E ognuno ha un’area di attesa di riferimento, solitamente slarghi, parcheggi e piazze lontane dalla possibile piena dei canali. In tali aree le persone saranno accolte e assistite dagli uomini della Protezione civile in attesa del passaggio della piena. «Abbiamo fatto diversi incontri nei quartieri per illustrare il piano e le norme da seguire in caso di pericolo – continua Ivana Russu -. A breve cominceranno anche le simulazioni». Si partirà con il quartiere di Isticcadeddu, uno dei più colpiti dal ciclone Cleopatra, che come area di attesa ha lo slargo davanti alle scuole elementari. (d.b.)
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