La Nuova Sardegna

Olbia

Sanità, Tempio vicina all’addio a Olbia

di Angelo Mavuli
Sanità, Tempio vicina all’addio a Olbia

Biancareddu smentisce Satta (Padru): «Non c’è nessuna intesa sul distretto, stiamo pensando di lasciare la Gallura»

3 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. «L’ottimismo ostentato da Antonio Satta, presidente del distretto di Olbia, e presidente “in pectore” della Conferenza sociosanitaria, sull’esito positivo dell’incontro di domani fra i sindaci dei due distretti sanitari di Olbia e Tempio mi pare davvero fuori luogo, quasi ruffiano. L’unica verità è che i sindaci del distretto di Tempio - così come semplicemente riferito dal presidente dell’Unione dei Comuni, Stefano Pisciottu, domani alle 9,30 - incontreranno i colleghi del distretto di Olbia per comunicare che non intendono procedere alla elezione del presidente della Conferenza sociosanitaria così come qualcuno, invece, aveva deciso. Ogni altro commento è fuori luogo. Il resto, accordi, appoggi, sottoscrizioni, sono solo piadesiderata. Punto”.

Ad affermarlo è stato, ieri mattina, il sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu dopo avere letto su La Nuova le dichiarazioni di Antonio Satta.

«Non intendiamo procedere a nessuna elezione - annuncia Biancareddu - perché la cosa potrebbe non riguardarci. Come facciamo ad eleggere un presidente, come Olbia vorrebbe, se da domani, o fra non molto, potremmo non fare più parte di questa Asl?

«Antonio Satta, ci chiede inoltre di schierarci domani al fianco di Olbia nel caso decidessimo di incontrar l’assessore regionale alla Sanità - continua Biancareddu -. Per quale decisioni? Per avallare scelte che riducono l’ospedale di Tempio a un pronto soccorso edil territorio a una landa da terzo modo dal punto di vista sanitario? Evidentemente, in questi mesi, abbiamo parlato due lingue diverse sulla salvaguardia dei nostri diritti».

Andrea Biancareddu non aggiunge altro. Forte del mandato conferitogli dai sindaci dell’Alta Gallura ,non intende retrocedere d’un passo sia sul Paolo Dettori che sui servizi sanitari territoriali, «tutte e due - dice - pesantemente penalizzati».

Molto apprezzata in Alta Gallura la decisione dei sindaci di disertare la riunione di venerdì scorso con i colleghi della Bassa Gallura. La scelta è stata commentata positivamente dalla gente che, ormai, segue la vicenda, alla stregua, fatte le debite proporzioni, di un “derby”. Se dovesse essere un referendum a decidere da quale parte deve stare l’Alta Gallura non vi è dubbio che fra Olbia e Sassari, quest’ultima città sarebbe scelta con un distacco stratosferico.

«La prima cosa che mi chiedo - dice Tomaso Panu, ex sindaco, ideatore e padre, per certi versi, dell’attuale città di Tempio, storico, filosofo e scrittore - è che tipo di “riforma” è una “riforma” che peggiora le cose affossando i diritti istituzionali di un territorio a beneficio di un territorio vicino». «L’altra cosa che provo - aggiunge Tomaso Panu - è una pena profonda nel constatare come le scelte di Olbia, che si sta accaparrando anche di diritti altrui come quelli di Tempio e La Maddalena(intesi come territorio), abbia cancellato definitivamente il concetto di “Città Gallura” che ipotizzava per tutti i suoi abitanti, un’alta qualità di servizi anche e soprattutto nel settore sanitario. Ritengo perciò che il provvedimento regionale sulla sanità debba essere rigettato dall’Alta Gallura nella sua interezza senza tentennamenti di sorta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative