«C’è anche una sanità che funziona: grazie»
Le lettere di due pazienti entusiasti del trattamento ricevuto negli ospedali galluresi e del Sassarese
OLBIA. Si dice che faccia più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Spesso su queste colonne sono apparsi articoli relativi a casi di malasanità, segnalarli è un dovere. Ma la normalità spesso non fa notizia. Ed è fatta di migliaia di figure che operano in silenzio e in maniera encomiabile. Di questo parlano due lettere giunte in redazione.
La prima è di Gianna Luigia Schiavi, una turista veneta residente in Lombardia piacevolmente sorpresa del livello del reparto ortopedia del “Giovanni Paolo II di Olbia, che è riuscito là dove aveva fallito una struttura lombarda: «Nei primi mesi dell’anno sono stata sottoposta a ben due interventi chirurgici per il trattamento di un’ernia del disco nella colonna lombare in un centro chirurgico di eccellenza di Milano». I risultati ? Deludenti. La donna è venuta in vacanza in Sardegna e i dolori si sono manifestati in maniera così forte da costringerla presentatasi al pronto soccorso, per poi essere ricoverata d’urgenza in Ortopedia «dove sono stata accolta con gentilezza, attenzione e grande professionalità. Sottoposta a intervento, oggi sto benissimo. Mi sento rinata, ho recuperato quasi tutte le funzioni che pensavo di aver perso definitivamente». Ringrazia il primario Peppino Mela e tutto l’entourage così: «Rappresentate un’eccellenza che non mi stancherò di sottolineare a tutti i livelli».
L’altra lettera arriva da Gavino Pagano, di Golfo Aranci: è l’uomo che ai primi di agosto fu suo malgrado protagonista di un grave incidente mentre si tuffava dal lungomare del suo paese, rischiando una lesione gravissima alla colonna vertebrale. «Ma oggi, a distanza di oltre un mese, grazie a Dio il peggio sembra superato – dice –. Ho subito un lunghissimo intervento che richiederà una lunga riabilitazione». Ciò che gli preme ora è ringraziare tutti: «Le prime persone che mi hanno soccorso (Diego e Francesco) e lo straordinario 118 di Golfo Aranci, la medica, l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Olbia, quello civile di Sassari dove sono stato operato e rimesso in sesto. E tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo con manifestazioni d’affetto. Un elenco troppo lungo, così mi affido alla Nuova per inviare loro un grazie di cuore». (apal)
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