Futuro del territorio, partiti in silenzio
Esponenti della sinistra rilevano l’assenza totale del dibattito e del confronto sui problemi delle comunità e dello sviluppo
TEMPIO. «L’acceso dibattito che vede contrapporsi in incontri e assemblee di sindaci, l’alta e bassa Gallura per il futuro assetto del territorio, a Tempio registra l’assenza dei partiti politici tradizionali che, al contrario, dovrebbero avere un confronto continuo oltre che con i cittadini anche e soprattutto con gli amministratori siano essi di maggioranza o di opposizione». A rilevarlo sono alcuni esponenti politici di sinistra, interpellati sulla questione. «Oggi- dice Angelo Cossu, coordinatore di Sel -, i partiti, sia di destra che di sinistra, sono in crisi profonda e chi amministra, maggioranza e opposizione, lo fa in piena solitudine consultandosi solo con i soliti capi bastone. A Tempio, su questo versante, c’è calma piatta a cominciare dal Pd, una volta il più importante partito della città, oggi relegato fuori dal consiglio comunale, per colpa delle sue scelte e dilaniato dalle correnti. Se ne esce - conclude Angelo Cossu - solo con una seria riunificazione»
Nicola Luciano del Partito Comunista d’Italia (come recentemente è stato rinominato il Partito dei comunisti italiani),appare anche lui preoccupato dell’assenza nella realtà cittadina, di una vera attività politica. «E’ innegabile - dice - che la città politicamente si trova in una situazione di stallo. Questo purtroppo avviene in uno dei momenti più difficili che il territorio abbia mai attraversato. Non vi è dubbio, infatti, che l’assenza dei partiti nel momento di scelte epocali che segneranno in positivo o negativo il futuro del nostro territorio, avrebbero avuto necessità di un confronto e di un dibattito politico fra tutte le forze in campo. Senza assolutamente cercare colpevoli, ritengo che tale stato di cose debba ricercarsi soprattutto nel crollo del Pd che, con le sue scelte non di sinistra, ha danneggiato prima se stesso sino a collocarsi fuori del consiglio comunale e quindi l’intero territorio, creando spaccature con le altre forze di sinistra. A mio parere se ne esce solo con un grande bagno di umiltà da parte di tutti».
«Parlo del mio partito - dice Vittorio Masu, ex componente del direttivo Pd -, da tempo sull’Aventino. Se non si avrà il coraggio di cambiare e di uscire fuori dalla logica delle tessere, di cui mi dicono stia facendo grande incetta l’attuale segretario del Pd, la distanza fra il partito e il cittadino diventerà abissale. Mi auguro che persone capaci e di buona volontà riescano presto a sovvertire l’attuale andazzo». Conciso Gerolamo Carboni, dimissionario anche lui dal direttivo Pd. «Ci troviamo - sostiene - di fronte a un sistema logorato che necessita di un profondo e radicale mutamento sia nella forma che nel merito».
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