IL CONSORZIO
PORTO ROTONDO. Il 2015 ha riportato il sorriso a Porto Rotondo. Quest’estate il borgo turistico si è ripopolato come non accadeva da anni. Trovare un appartamento disponibile, un tavolo in pizzeria o...
PORTO ROTONDO. Il 2015 ha riportato il sorriso a Porto Rotondo. Quest’estate il borgo turistico si è ripopolato come non accadeva da anni. Trovare un appartamento disponibile, un tavolo in pizzeria o un parcheggio libero era una missione (quasi) impossibile. Un ritorno al passato che fa ben sperare per il futuro. Un futuro che, però, deve fare i conti con un presente fatto di appartamenti vecchi, trascurati, con arredi arrangiati e privi di quegli optional da cui oggi non si può prescindere. Una cartolina sbiadita che potrebbe penalizzare l’immagine di Porto Rotondo, che in questo modo rischia di venire preferita da altre località, magari meno prestigiose, ma con immobili più nuovi e ricchi di comfort.
La commissione. Proprio per evitare questo scenario in bianco e nero il Consorzio ha deciso di muoversi e di affidare a una commissione ad hoc la riqualificazione immobiliare del borgo. Al timone di questo organismo c’è Franco Giacomazzi, docente del Politecnico di Milano. «Porto Rotondo è una delle località più rinomate, prestigiose e apprezzate del mondo – afferma il presidente della commissione –, ma il suo primato negli ultimi anni è contrastato da proposte turistiche e immobiliari di altri paesi e località che attirano gran parte della clientela interessata a residenze di prestigio e di qualità in locazione».
Appartamenti vecchi. Spesso agli occhi dei potenziali clienti, in particolare stranieri, gli immobili destinati all’affitto per le vacanze non sono più adeguati a causa del passare degli anni. Infrastrutture fatiscenti, mobili ed elettrodomestici usurati, assenza di interet o di condizionatori. «Non tutti gli appartamenti sono in queste condizioni, ci mancherebbe – sottolinea Giacomazzi – e infatti si affitta ancora, ma molte opportunità vanno perdute e questo è un danno sia per gli operatori che per il proprietario».
Il progetto. Proprio per evitare una perdita di appeal, e dunque di turisti, la commissione guidata da Franco Giacomazzi - e composta da Marco Balata, Consuelo Davoli e Chelita Riojas e il supporto di Simonetta De Zordo, membro della commissione tecnica di indirizzo e controllo - ha deciso di dare vita a un progetto di riqualificazione immobiliare in cui ci sono tre attori in scena: il Consorzio, i proprietari degli immobili e le agenzie immobiliari, che avranno il compito di fare da intermediari. «Il progetto – spiega Giacomazzi – non potrà che portare vantaggi. Ai proprietari, che ovviamente con la casa ristrutturata potranno affittare a un prezzo superiore, ma anche alle agenzie, che guadagneranno di più e avranno meno problemi».
L’appello. Il Consorzio si rivolge direttamente alle agenzie e le invita a premere sui proprietari per far cambiare volto ai loro appartamenti. «Gli agenti immobiliari – dice ancora Giacomazzi – devono far capire ai loro clienti quanto sia conveniente investire nella ristrutturazione, devono mostrare i vantaggi economici, soprattutto alla luce di quel tipo di ospitalità diffusa di qualità che va sempre più diffondendosi e che oggi è sempre più richiesta, soprattutto dagli stranieri. Allo stesso tempo l’agenzia deve impegnarsi a non affittare immobili che non rispondano ai requisiti minimi concordati. Al Consorzio, infine, spetta un ruolo di comunicatore, di assistenza tecnica su richiesta, oltre a stipulare convenzioni con le banche al fine di avere percorsi preferenziali. Se il progetto decollasse ci sarebbero vantaggi per tutti, e si muoverebbe anche il settore delle costruzioni, in crisi da anni». (m.b.)
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