La Nuova Sardegna

Olbia

Avanza Renato Marconi: «Rilanceremo Portisco»

di Marco Bittau
Avanza Renato Marconi: «Rilanceremo Portisco»

Il manager di Marinedi ha presentato l’offerta migliore per l’acquisto del porto «Abbiamo un progetto strategico e non ci interessa il patrimonio immobiliare»

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OLBIA. Portisco in svendita vale otto milioni e mezzo di euro? Sì, no, può darsi. Ma l’imprenditore Renato Marconi, aspirante nuovo proprietario, non ci sta a passare per il corsaro che fa shopping a basso costo tra i porti pubblici ceduti all’asta da Invitalia. E rilancia: «Otto milioni sono pochi? Bisogna guardare le carte e per me Marina di Portisco vale molto meno, tra i tre milioni e 600mila e i quattro milioni e 200mila euro. In fondo, stiamo parlando di una società che negli ultimi quattro anni ha perso due milioni e mezzo di euro. Quindi, la nostra offerta è più che congrua. Comunque, vedremo quale sarà la decisione».

Renato Marconi sull’asta per Portisco entra a gamba tesa, cioè appena dopo l’apertura delle buste e prima ancora che l’apposita commissione valuti la congruità dell’offerta. È l’azzardo di chi sa di aver fatto l’offerta migliore (nettamente più alta della seconda presentata, quella del gruppo titolare di Porto Massimo Marina, alla Maddalena), ma anche la sicurezza di chi conosce i luoghi, le carte e le enormi possibilità del porto olbiese. «La dietrologia sulla concessione demaniale in scadenza ma in odore di proroga e di conseguente rivalutazione per noi non esiste – dice l’imprenditore – si tratta di fare una valutazione oggettiva: la concessione c’è o non c’è, la proroga invece è da conquistare e secondo i nostri calcoli, occorrono due o tre anni. In ogni caso è un risultato aleatorio. La realtà è che c’è un porto turistico su cui noi crediamo molto e per il quale abbiamo un progetto di rilancio».

Ingegnere, amministratore unico della rete di porti Marinedi, Renato Marconi a Portisco gioca in casa. Nel senso che, da ex socio di minoranza (12%) di Italia Navigando, è stato amministratore del porto olbiese una decina di anni fa. Poi la rottura con la holding Invitalia e una pesante battaglia giudiziaria per la liquidazione chiusa nel 2012 con una transazione che ha portato nelle casse dell’ingegnere 11 partecipazioni in altrettanti porti dell’ex rete Italia Navigando, per un valore complessivo intorno agli 8 milioni di euro. La base da cui poi è nata la rete Marinedi. «Non è vero che vorrei ricomprare i porti dello Stato con i soldi che mi ha liquidato lo Stato – aggiunge Marconi – Invitalia non ha mai liquidato soldi ma partecipazioni e l’offerta per Portisco è un investimento di Marinedi. Ci interessa lo sviluppo del porto e solo quello. Abbiamo un progetto strategico per la Sardegna e un porto nel nordest dell’isola significa completare in modo organico la dislocazione della nostra offerta ai diportisti nel Mediterraneo». C’è un progetto di sviluppo per Portisco, dunque, ma nessun interesse apparente per il patrimonio immobiliare della società (terreni, progetti, volumetrie, addirittura la partecipazione a un consorzio immobiliare). «Non siamo interessati – taglia corto Renato Marconi – il nostro mestiere è lo sviluppo della portualità, niente immobili o altro. Mi piacerebbe vendere quei terreni ai ricchi proprietari delle case vicine a Portisco, per uso giardino naturalmente. Tanto lì non si costruisce nulla».

@marcobittau

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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