Feste a Sant’Antonio, il grazie del parroco va alla classe 1983
SANT’ANTONIO DI GALLURA. «In una realtà come la nostra - dice don Santino Cimino , ormai da alcuni anni alla guida della parrocchia- al termine delle celebrazioni della festa patronale ci tengo a...
SANT’ANTONIO DI GALLURA. «In una realtà come la nostra - dice don Santino Cimino , ormai da alcuni anni alla guida della parrocchia- al termine delle celebrazioni della festa patronale ci tengo a dire alcune cose, soprattutto in tempi in cui tutto viene dato per scontato e non ci si stupisce di niente. Vorrei dire che la comunità e quindi la popolazione tutta non può non riflettere sul lavoro che ha dovuto affrontare la classe del 1983 per allestire le nostre feste di settembre in onore dei santi patroni. E sì, è il lavoro di ogni anno - dice don Santino Cimino- ma voglio ringraziare veramente di cuore il comitato classe 1983, capeggiata dal presidente Cristian Filippeddu, per l'ottima riuscita di tutti gli eventi che sono stati programmati. Mi ha colpito la compattezza del gruppo e l’entusiasmo mostrato nonostante le difficoltà che il paese vive in questi tempi. E’ ammirevole quella grande voglia di mettersi al servizio e di regalare alla comunità una splendida cornice di programmi religiosi e civili che hanno coinvolto la partecipazione della gente locale e non solo» .
Don Cimino va avanti.
«E’ tutto un capitale di solidarietà e generosità verso gli altri che alla fine entra in circolo nel tessuto sociale e umano della nostra gente e avrà benefici nel quotidiano. Onorare San Michele venerdì e sabato impegnarsi per la tradizionale processione dei carri preparati per Sant'Isidoro, domenica chiudere con la festa di Sant'Antonio Abate, coronata nella serata dal bellissimo concerto di Fausto Leali, significa avere uno sguardo aperto a tutto. Giovani che tengono alla tradizione ma che si dimostrano protagonisti nell’oggi per essere fedeli alle motivazioni per cui i nostri avi hanno voluto queste feste. I ragazzi del 1983 hanno lasciato una positiva impronta nella festa del 2015. Sono stati davvero speciali - chiude il parroco -, l'augurio è che chi subentrerà, ovvero la classe del 1984, sia ancor più tenace ed entusiasta». (p.z.)
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