La Nuova Sardegna

Olbia

Sant’Antonio conta i danni

di Sebastiano Depperu
Sant’Antonio conta i danni

Dichiarato lo stato di calamità. Numerosi interventi sulle strade e nell’agro

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SANT’ANTONIO DI GALLURA. Nell’Alta Gallura, il paese che ha subito più disagi per il maltempo è stato il comune di Sant’Antonio di Gallura e la giunta dichiara lo stato di calamità. A causa delle forti precipitazioni di mercoledì notte, già dalle prime ore di giovedì si sono verificati allagamenti e piccoli smottamenti. Giovedì mattina, il sindaco Carlo Duilio Viti, a causa delle esondazioni, ha chiuso gli attraversamenti dei fiumi a Vena Salva e lu Bulioni. Poco dopo si è resa necessaria anche la chiusura di via Nuoro nella frazione di Priatu. Non sono stati segnalati danni alle persone.

Pesantemente compromessa invece la viabilità rurale. Alcune famiglie sono rimaste isolate nell'agro. I danni causati dal maltempo hanno imposto di mantenere chiusi alcuni tratti di strada nel versante del comune che si affaccia verso Arzachena, nonché della via Nuoro a Priatu. Il sindaco ha chiesto di limitare gli spostamenti in auto. Altre strade sono state interdette al traffico: le provinciali, la 163, che collega il paese ad Arzachena attraverso la bretella per la diga del Liscia, e la 100 nel tratto dalla zona industriale a La Crucitta. La statale 427 verso Arzachena è stata chiusa per il tempo necessario all'eliminazione dei numerosi detriti, rimossi in più riprese dall'Anas in collaborazione col Comune. E’ rimasto sempre aperto invece il tratto che porta verso Tempio.

La giunta comunale, ieri, ha dichiarato lo stato di calamità naturale mettendo in moto tutti gli iter di legge. Nel territorio comunale proseguono i lavori di rimozione dei detriti ancora presenti in alcune strade. Il Centro operativo comunale allestito e reso operativo h 24 già dalle 12 di mercoledì ha coordinato le operazioni, presidiato il territorio e dato informazioni aggiornate, grazie alla collaborazione dei dipendenti comunali, degli amministratori e degli enti preposti per le emergenze. Sono stati inoltre tantissimi i volontari tra i cittadini.

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