Catasta: il piano Mancini devasterebbe Olbia
Il presidente del Comitato che propone un progetto alternativo contro le alluvioni: "No alle maxi vasche di laminazione"
OLBIA. Il piano Mancini voluto dal Comune contro le alluvioni, "con le vasche di laminazione e l'allargamento dei canali, devasterebbe Olbia". E' la posizione espressa oggi, 3 ottobre, dal "Comitato salvaguardia di Olbia", presieduto dall'ex preside Felice Catasta, in una conferenza stampa, presenti una decina di cittadini.
In alternativa al piano Mancini, che ha avuto il via libera del Comune e anche dell'Autorità di Bacino della Sardegna ed è stato finanziato per complessivi 110 milioni, Catasta propone un altro piano: quello formulato dallo Studio d'équipe di Olbia e dagli Ingegneri Corrao di Cagliari (era presente anche uno dei progettisti, il geometra Andrea Demuru).
Il piano Mancini prevede la costruzione di quattro vasche di laminazione vicino alla città per accogliere l'acqua dei canali, che saranno allargati. Il secondo, invece, prevede invece la costruzione di una canale nelle campagne alle spalle di Olbia che con due canali di scolo porterebbe l'acqua verso Cugnana a nord e Lido del Sole a sud.
"Crediamo che il piano Mancini siano dannoso per la città - ha sostenuto Catasta - e questo per una serie di ragioni. In tutto verranno costruite quattro vasche di laminazione, che occuperanno, dopo gli espropri, 95 ettari. Una a Putzolu, sul terreno di un'azienda d'allevamento, quella di Marco Asara, che ha una produzione ottima di carni; la seconda a Santa Mariedda; la terza in via Nervi; e una, provvisoria, nella zona di Consarcasa".
"La presenza di queste vasche di laminazione porta l'acqua, anche durante le alluvioni, dentro la città. E quelle vasche, poi, posso attirare le zanzare in quantità eccezionale - ha continuato Catasta -. Noi l'abbiamo denunciato subito, questo stato di cose, ma l'amministrazione comunale di Olbia non ci ha mai ascoltato. Non vorremmo che ora, dopo l'alluvione del 1 ottobre, decidesse, con la scusa dell'urgenza, di partire subito con i lavori. Ricordiamo che prima di tutto va fatta la valutazione d'impatto ambientale".
"Chiediamo che il Comune prenda in considerazione il progetto che prevede la costruzione di un canale capace di convogliare le acque alluvionali direttamente a mare, senza farle entrare in città., e che toccherebbe appena 10 ettari, senza espropri in città. E' la soluzione migliore possibile" ha concluso Catasta. (g.pi.)
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