Il grido di dolore arriva anche dalle campagne allagate
OLBIA. Hanno passato la stagione estiva a secco, lottando contro uno stato di siccità senza precedenti. Oggi le aziende agricole della Gallura sono sott’acqua, travolte da ciclone Mediterraneo. Campi...
OLBIA. Hanno passato la stagione estiva a secco, lottando contro uno stato di siccità senza precedenti. Oggi le aziende agricole della Gallura sono sott’acqua, travolte da ciclone Mediterraneo. Campi devastati, viabilità rurale compromessa e muretti a secco spazzati via dalla furia dell'acqua. La Coldiretti Gallura fa la conta dei danni. In questi giorni allevatori e agricoltori sono stati impegnati a mettere in sicurezza i campi, a radunare il bestiame. E superata l’emergenza si domandando se le istituzioni locali abbiano fatto il possibile per evitare che l’incubo si ripetesse dopo due anni. «Nel corso degli ultimi anni la politica ha scelto di espropriare la funzione di controllo e difesa del territorio ai Consorzi di bonifica per darla alle Province – afferma il direttore della Coldiretti Sassari e Gallura, Francesco Ciarrocchi –. Si è scelto di affidarla a un ente che per sua natura non ha alcun contatto diretto con gli imprenditori agricoli e con chi presidia il territorio. Il risultato è stato quello di creare nuovi carrozzoni, che in più occasioni hanno dimostrato di non essere capaci di gestire le situazioni di rischio. Adesso è arrivato il momento di rivedere tutto il sistema di gestione delle risorse idriche per non subire passivamente queste calamità. La politica deve trovare nuove risorse per offrire agli imprenditori agricoli più certezze perché nessuno in Gallura è disposto a rimanere inerte in attesa della prossima alluvione».
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