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Dedicato alla vendemmia il mensile “Lu Baddhittu”

Dedicato alla vendemmia il mensile “Lu Baddhittu”

TEMPIO. È dedicato alla vendemmia lo speciale del numero di ottobre di “Lu baddhittu”, il mensile di tradizioni popolari, usi e costumi della Gallura giunto al XIV anno di attività con un gruppo...

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TEMPIO. È dedicato alla vendemmia lo speciale del numero di ottobre di “Lu baddhittu”, il mensile di tradizioni popolari, usi e costumi della Gallura giunto al XIV anno di attività con un gruppo redazionale rinnovato. Mutato in parte nella veste grafica (anche per l’uso di più colori), il foglio informativo ha conservato quasi intatto il suo classico timone, con rubriche su curiosità, aneddoti, motti galluresi, resoconti di cronache, foto storiche, ricorrenze di feste e anniversari. Il numero 176, fresco di stampa e quasi esaurito, apre con un augurio ai “bibbinnadori”, i vendemmiatori impegnati in questi giorni nella raccolta dell’uva. Storie e consigli abbondano nell’ultimo numero di “Lu baddhittu”, dove, fra le tante cose, si legge, ad esempio, che si stima intorno a 500 il numero dei vigneti esistenti nell’agro tempiese nei primi anni del secolo scorso. Un dato notevole, anche perché tutti i vigneti censiti non avevano meno di diecimila ceppi. Ad esserne proprietarie erano però le famiglie più facoltose. Tra gli altri contenuti dell’ultimo numero ci sono le rubriche curate da Alessandro Ruggero (“Cattru passi illa natura”), Gianmario Pintus (“Tempiu in caltulina” e “Ammintemuci com’erami”), Gianfranco Garrucciu (poeta che si occupa naturalmente con grande competenza di composizioni liriche) e Tino Pintus (“Sportivi di dugna scéra e galitai”).

“Timpiesu” di nascita e vocazione, ricco di foto e informazioni, “Lu baddhittu” getta anche uno sguardo oltre il Limbara. Lo fa con due contributi firmati rispettivamente da Simone Veronica e Antonio Demuro: un reportage sul viaggio in Polonia dell’Accademia Tradizioni Popolari “Città di Tempio” e un articolo sulla festa “manna di Gaddura”, orgoglio della comunità di Luogosanto, ma anche zoccolo duro delle tradizioni di un’intera regione.(g.pu.)

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