La Nuova Sardegna

Olbia

Si allunga la lista delle necessità, la Caritas conclude il censimento

di Stefania Puorro
Si allunga la lista delle necessità, la Caritas conclude il censimento

Al lavoro un tavolo congiunto con i Servizi sociali e la Croce Rossa. Sono 160 le abitazioni danneggiate Servono subito 250mila euro per risolvere i problemi urgenti. Suor Luigia: «Gran lavoro dei volontari»

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OLBIA. L’emergenza si materializza anche attraverso i numeri: per tamponare solo i problemi più urgenti delle tante persone danneggiate dall’alluvione, servono subito 250mila euro. Ed è per questo che la Caritas ha messo a disposizione tre conti correnti per raccogliere anche le offerte in denaro.

Ma l’elenco dei bisogni è lungo e a fornirlo, ancora una volta, è suor Luigia Leoni, responsabile della Caritas diocesana, dopo tre giornate di censimento portate a termine grazie al grande lavoro dei volontari di tutte le parrocchie cittadine.

In questo momento sono 160 le famiglie le cui case sono state gravemente danneggiate, ma alcune non sono state ancora censite perché ospiti da amici o parenti. Il numero, quindi, è destinato a salire. Ancora: 120 famiglie hanno un assoluto bisogno di elettrodomestici, mentre sessanta hanno perso completamente gli arredi.

Ventisette gli sfollati che si trovano in hotel e una trentina le persone a cui servono deumidificatori (questi, ovviamente, sono solo i casi più urgenti). E’ sempre urgente per quindici famiglie avere una stufa a pellet, mentre occorrono nell’immediato anche sei caldaie.

Le schede delle necessità non sono terminate: ci sono 48 richieste di materassi matrimoniali e sette richieste di reti matrimoniali, mentre occorrono 66 materassi singoli e cinque reti singole.

Una cinquantina, infine, le famiglie che hanno necessità di rimettere a posto completamente le abitazioni con diversi tipi di interventi (già mobilitati muratori ed elettricisti).

Il centro di coordinamento Caritas di via Cagliari (chiesa di San Paolo) sta funzionando da ieri a pieno regime - lo ha fatto sapere anche la responsabile Donatella Careddu - per risolvere qualsiasi richiesta di aiuto. Il centro è aperto ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 e il numero di telefono è lo 0789-21021. Già operativi anche gli sportelli: si possono fissare gli appuntamenti per un incontro con lo psicologo e si possono avere tutte le informazioni per il prestito della speranza e per il microcredito.

Ieri mattina c’è stato un incontro in municipio con il sindaco Gianni Giovannelli, con i funzionari dei Servizi sociali e con l’assessore Ivana Russu, a cui hanno partecipato anche la Caritas e la Croce Rossa. «Lavoriamo in sinergia con il Comune - ha spiegato suor Luigia Leoni - e il tavolo è servito proprio per stabilire i criteri degli interventi per far funzionare la macchina degli aiuti nel modo migliore. Noi abbiamo completato il censimento coinvolgendo i tanti giovani delle parrocchie e, soprattutto, quelli della chiesa di Sant’Antonio a cui fanno riferimento i quartieri danneggiati dall’alluvione».

E proprio nella parrocchia di San Michele Arcangelo, guidata da don Theron Casula, è attivo anche il centro d’ascolto, mentre in via Cimabue (di fronte alla chiesa) è in funzione dalla mattina del 2 ottobre il centro di raccolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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