Sopralluogo del pm Fiordalisi sul ponte
Decolla l’inchiesta della Procura di Tempio mentre oggi dal gip ci sarà l’udienza sui morti del 2013
OLBIA. Un sopralluogo sulle zone interessate dall’alluvione del primo ottobre scorso è stato effettuato, ieri mattina, da Domenico Fiordalisi, il procuratore della Repubblica di Tempio. Il magistrato era accompagnato da due suoi periti, ed ha visionato il ponte demolito di Via Vittorio Veneto con una decisione del sindaco Gianni Giovannelli, che impediva il normale deflusso delle acque del rio Siligheddu la sera del passaggio del Ciclone Mediterraneo in città.
Il capo della Procura ha anche incontrato alcuni proprietari di immobili devastati, anche questa volta, dalla furia delle acque, esondate dai tre canali principali che attraversano la città e che hanno allagato i quartieri di Baratta e Isticcadeddu.
Domenico Fiordalisi, che ha aperto una inchiesta conoscitiva sull’alluvione del 2 ottobre scorso, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. «Stiamo lavorando, valuteremo ogni documento», ha detto il magistrato che ha affidato l’inchiesta al collega Angelo Beccu, sostituto procuratore della Repubblica. Intanto questa mattina, a Tempio, si riapre per la terza volta l’udienza preliminare che vede indagati due sindaci e quattro funzionari comunali e provinciali per l’alluvione che colpì la Gallura nel novembre del 2013, provocando 13 morti e danni per 600 milioni di euro.
Davanti al gip Vincenzo Cristiano dovranno comparire, accusati di violazione alle norme relative alle procedure di emergenza, mancato allerta alle popolazioni e omicidio plurimo colposo i sindaci di Olbia e Arzachena, Gianni Giovannelli e Alberto Ragnedda. Per quest’ultimo gli avvocati Gerolamo e Filippo Orecchioni si sono già espressi per un proscioglimento del loro assistito in quanto non avrebbe, stando alle carte processuali, violato alcuna norma relativa alle procedure d’emergenza da attuare in caso di calamità naturale.
Per gli stessi reati sono chiamati davanti al gip, i tecnici comunali e provinciali Antonello Zanda, e Gabriella Palermo, il responsabile ambiente della ex provincia di Olbia-Tempio Federico Ceruti Ferrarese e il dirigente della Protezione civile del Comune di Olbia Giuseppe Budroni. Manca sempre agli atti il fascicolo relativo alle archiviazioni chieste e ottenute dal capo della procura per diversi ex imputati.
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