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Danni dalle piogge, deliberato lo stato di calamità naturale

POSADA. Deliberato lo stato di calamità naturale a Posada dopo le eccezionali piogge che dal 29 settembre al primo ottobre, hanno provocato ingenti danni in tutto il territorio comunale e causato...

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POSADA. Deliberato lo stato di calamità naturale a Posada dopo le eccezionali piogge che dal 29 settembre al primo ottobre, hanno provocato ingenti danni in tutto il territorio comunale e causato gravi disagi. L’evento piovoso ha avuto una portata idraulica di molto superiore a quella che le canalizzazioni esistenti in paese possono assorbire, causando l’innalzamento del livello dell’acqua rispetto al piano stradale in numerose vie del centro e causando quindi allegamenti in numerosissime abitazioni della zona bassa del paese. Danni ingenti anche nella borgata turistica di San Giovanni dove è reso necessario l’intervento di un escavatore per liberare dalle acque piazza Cagliari, anche qui, sono numerose le abitazioni invase dall’acqua. Interventi eseguiti dagli operai del comune anche lungo la viabilità soprattutto in quella provinciale (pericolosissimo il tratto al bivio tra San Giovanni e Montelongu dove l’asfalto è ormai deteriorato) e nel sottopasso sulla 131 dcn in località Pizzinnone dove si riversava un rigagnolo. Le piogge hanno anche causato frane e smottamenti soprattutto sotto l’antica rocca fortificata dove si è registrato un cedimento proprio dove alcuni anni orsono, si sviluppò una frana che finì sulla strada di circonvallazione e una casa in costruzione. A rischio sono anche numerose case del centro storico con l’acqua che si è insinuata nelle vecchie murature in pietra e terra gonfiandole e rendendole instabili. Le forti piogge in alcuni casi hanno provocato dei cedimenti strutturali e i proprietari in qualche caso, sono stati costretti ad intervenire con puntelli per mettere in sicurezza le strade ancora frequentate da numerosi turisti. Sassi sono piovuti giù anche dal palazzo del Conte, l’immenso edificio che il Comune proprio alcuni mesi fa, ha acquisito al patrimonio pubblico. Per il suo restauro, si sta cercando di attingere a qualche finanziamento ma il rischio e che possano esserci altri crolli che ne pregiudicherebbero la stabilità. Danneggiamenti anche alle coltivazioni agricole mentre alcune aziende produttive, hanno visto compromesse le coltivazioni autunnali. (s.s.)

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