Quel canale tombato che alle prime piogge riaccende la paura
CALANGIANUS. Ogni volta che le cronache parlano di alluvioni e del pericolo che costituiscono, a Calangianus affiora il timore per una situazione di potenziale rischio: c’è un bel canale tombato, un...
CALANGIANUS. Ogni volta che le cronache parlano di alluvioni e del pericolo che costituiscono, a Calangianus affiora il timore per una situazione di potenziale rischio: c’è un bel canale tombato, un serpentone in cemento costato alcuni miliardi di vecchie lire, nella parte bassa del paese che raccoglie le acque piovane delle colline circostanti.
Nel 2005 si pensò di bonificare, tombandolo, il canale a cielo aperto che raccoglie le acque di rio Tre monti e rio Moias, diventato ricettacolo di ogni rifiuto. È denominato “Canale Barrottu-Rio Mojas”. Sembrava un utile intervento: le case costruite ai lati ne ebbero dei benefici, ma già allora qualcuno timidamente si chiedeva quali garanzie ci fossero in caso di forti piogge e non si tenne in considerazione ciò che alcuni amministratori si sentirono dire in Regione in tempi non sospetti, da un funzionario ai Lavori pubblici: «Questo canale coperto, in caso di nubifragio, può diventare una potente bomba nel punto di uscita, specie se non trova sbocco». Così l’ amministrazione comunale, a partire da quella guidata da Antonio Scano, dopo segnalazione della “Nuova”, avviò sei anni fa la manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e pulizia della vegetazione sovrastante la soletta carrabile e le pareti laterali del canale tombato che convogliava e scaricava le acque meteoriche. Analogo intervento fu realizzato lo scorso anno dall’amministrazione Loddo per evitare intasamenti. L’ufficio tecnico comunale dispone ogni anno ispezioni nel canale e tiene la situazione sotto controllo.
L’importanza della manutenzione è evidente perché anni fa una bomba d’acqua mise in difficoltà chi abitava e abita nella zona. «Occorre – sottolineano all’ufficio tecnico – pulire le griglie degli ingressi e forse sarebbe necessario aumentarne il numero, ma invitiamo i cittadini a lasciare libere le griglie di accesso al canale, soprattutto non depositando potature dei giardini ed erbacce infestanti. Questo può compromettere l’ingresso delle acque e provocare disagi». Insomma, per la sicurezza di tutti c’è l’esigenza di maggiore vigilanza da parte di tutti, Comune e cittadini. (pz.)
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