Le ruspe demoliscono un altro ponte
Nuovo allarme meteo in città: a Isticcadeddu gli abitanti preparano le barricate con sacchi di sabbia e tavole di legno
OLBIA. Un altro ponte cade sotto il peso dell’emergenza alluvione. Ieri pomeriggio le ruspe del Comune hanno abbattuto a colpi di benna le campate-tappo di Sa Fossa sul rio Siligheddu, nel quartiere Baratta, finito sott’acqua la scorsa settima. La decisione di demolire il ponte è scaturita dopo un vertice nel quartier generale di Poltu Quadu tra rappresentanti del Comune, della Regione, dell’Adis, del Savi, del Genio civile di Sassari e delle Ferrovie dello Stato. Intanto il nuovo allarme meteo diramato dalla Protezione civile per oggi e domani ha letteralmente gettato nel panico gli abitanti dei quartieri a rischio, così a Isticcadeddu si preparano le barricate. Sacchi di sabbia e travi di legno davanti a porte e finestre, l’ultima spiaggia nella guerra contro la furia dell’acqua e del fango.
La demolizione del ponte di Sa Fossa rientra nel cronoprogramma per l’eliminazione delle opere incongrue indicate dal piano di prevenzione adottato dal Comune (il piano Mancini). Così dopo l’abbattimento del ponte di Isticcadeddu, di quello nel quartiere Baratta e, nei giorni scorsi, di due piccoli ma pericolosi attraversamenti a Santa Mariedda, adesso ha i giorni contati la rampa verso lo stadio Bruno Nespoli, al termine del cavalcaferrovia verso via Roma e via Redipuglia. Poi sarà la volta, ma in questo caso la procedura è più complessa, del ponte a tre arcate tombato sotto via Vittorio Veneto.
Intorno ai canali continua intanto l’opera di ripulitura, bonifica e messa in sicurezza. Al lavoro operai e tecnici comunali, la Protezione civile, i vigili del fuoco, i soldati della Brigata Sassari e le squadre del corpo forestale. Incessante l’opera degli agenti del corpo di polizia locale che da giorni passano al setaccio la città recuperando e catalogando materiale prezioso per l’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Tempio. In questo lavoro sono impegnati tutti gi uomini e i mezzi disponibili, compresi quelli ad alta tecnologia come il drone impiegato nei giorni scorsi per la mappatura dall’alto del corso del rio Siligheddu.
Il nodo, naturalmente, è l’attuazione del piano Mancini per la mitigazione del rischio idrogeologico. Servono tempi rapidi e procedure accelerate, così il sindaco Gianni Giovannelli manda chiari messaggi: «Per eseguire le prescrizioni e realizzare le opere del piano antialluvione occorrono corsie preferenziali e poteri in deroga all’ordinaria burocrazia amministrativa». Insomma, quasi un potere da commissario. «Questo ultimo vertice con enti e uffici interessati ha prodotto utili risultati – ha spiegato il sindaco – tutti d’accordo sul fatto che si deve procedere rapidamente con l’attuazione del piano e così immediatamente è arrivato il via libera all’abbattimento di alcune opere incongrue. Così è scattata la demolizione del ponte di Sa Fossa e lo stesso si farà nella rampa verso lo stadio Nespoli dove addirittura i piloni affondano nel canale ostruendo il passaggio dell’acqua». «A chi rimprovera i tempi lunghi per eseguire queste opere – aggiunge Giovannelli – ricordo che parliamo di procedure complesse e che a Capoterra, per l’alluvione del 2008, solo oggi si stanno realizzando i primi interventi. Evidentemente, non siamo proprio gli ultimi».
@marcobittau
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