Discarica contestata di Olbia, parola all’Ue
Denuncia di un comitato contro i rifiuti di Spirito Santu
OLBIA. Da una parte il nuovo ospedale Mater Olbia, accanto la nascente cittadella dello sport, sul fronte ovest il Parco naturalistico del Padrongianus, nel raggio di due chilometri l’aeroporto Costa Smeralda, lo stagno delle Vecchie saline, il mare, la frazione di Murta Maria, ormai meta turistica con grande affollamento estivo, il tutto sullo scenario impagabile dell’Area marina protetta di Tavolara.
Che sarà mai il gioiello che s’innesta nel cuore di questa meraviglia ambientale? Una scodella di trecentomila metri quadrati con una volumetria complessiva di un milione e settecentomila metri cubi. È la discarica per la raccolta e il trattamento dei rifiuti conferiti da sedici Comuni che fanno capo al Cipnes, il consorzio industriale provinciale nord est Sardegna Gallura che gestisce questo impianto contestato da anni per la collocazione e la salubrità che lasciano i cittadini poco tranquilli. Hanno chiesto garanzie, ma non sono mai arrivate le risposte attese. Così ora il coordinamento dei comitati di quartiere presieduto da Piergiovanni Porcu ha deciso di portare il caso all’attenzione della Commissione ambiente dell’Unione europea denunciando la presunta violazione del diritto dell’Unione da parte di uno Stato membro. «Mettete fine a questo scempio», è l’appello disperato che arriva da migliaia di residenti di Olbia. Oggi, 10 ottobre, ci sarà un incontro. (gpm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
