I comitati di quartiere in piazza contro le scempio di Spiritu Santu
Il coordinamento spera di avere una risposta entro quindici giorni dalla Commissione ambiente Ue Intanto preparano una manifestazione che si terrà a Murta Maria. Affiora la paura per i tumori
OLBIA. Quindici giorni per aspettare una risposta dalla Commissione dell’Unione europea, nel frattempo i Comitati di quartiere non staranno a guardare: «Seguiremo la situazione giorno per giorno – spiega Pier Giovanni Porcu, coordinatore degli organismi di rappresentanza – e lavoreremo per organizzare una giornata di mobilitazione per fermare questo scempio». La discarica di Spiritu Santu fornisce esalazioni maleodoranti quotidiane soprattutto alla frazione di Murta Maria, ma da anni l’aria è diventata insopportabile in una zona ben più vasta. Se ne è discusso ancora nell’incontro pubblico promosso dai Comitati nella borgata turistica.
La lettera dettagliata che denuncia il caso alla Commissione Ambiente Ue, sarà inviata domani anche agli assessori regionali e comunali di Olbia competenti per ambiente e sanità, al presidente della Regione, al sindaco e al commissario della Provincia. «Il problema è stato sottovalutato – spiega Porcu –: la discarica è fuori dalle norme regionali dal 2006, ma è stata mantenuta operativa a furia di proroghe che hanno consentito ampliamenti sconsiderati. L’acqua, il vento e il percolato mettono il sito in condizioni di forte precarietà».
Preoccupazioni che sono diventate paure. Il presidente del comitato di Murta Maria Corrado Varrucciu ha parlato apertamente del rischio tumori per quella esposizione costante dei cittadini all’impianto. «Anche se non abbiamo prove certe – dice –, ma sono numerosi i decessi per malattie tumorali che abbiamo riscontrato nel periodo recente». Un’evoluzione che ha spinto i comitati a chiedere alla Asl l’istituzione di un registro dei tumori.
Al peggio si arriva dopo anni di silenzi da parte delle istituzioni. Fulvio d’Anna, presiede il comitato della zona Ospedale. Davanti ai colleghi degli altri quartieri ripercorre le tappe di una storia lunga ormai trent’anni (la discarica è stata autorizzata nel 1982) di battaglie e di silenzi. Dal 2008 in poi l’indifferenza è diventata impenetrabile. Salvo un’audizione senza alcun seguito in Commissione regionale Sanità nel 2012, il resto è una sequenza di risposte mancate: da Giorgio Oppi (ex assessore all’Ambiente) all’ex presidente Ugo Cappellacci. E ieri l’assenza rimarcata dei consiglieri regionali attuali Fasolino e Meloni). «Quello della discarica – ribadisce D’Anna – è un problema che riguarda tutta la Gallura».
Tuttavia i cittadini non declinano l’amarezza in rassegnazione. L’agenzia regionale per l’Ambiente Arpa, rispondendo a una loro richiesta, ha confermato lo scorso marzo di avere riscontrato irregolarità nell’impatto ambientale. I Comitati ne hanno dato notizia alla magistratura, integrando la denuncia presentata già nel 2005 alla procura della Repubblica di Tempio. (gpm)
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