La Nuova Sardegna

Olbia

Badesi, attacco a Pigliaru «Regione burocratizzata»

di Sebastiano Depperu
Badesi, attacco a Pigliaru «Regione burocratizzata»

Il sindaco Stangoni scrive al presidente per lamentare la mancanza di aiuti «Tutto il potere è nelle mani dei funzionari che non danno mai risposte certe»

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BADESI. In una lettera, indirizzata al presidente della Regione Francesco Pigliaru, il sindaco di Badesi Toni Stangoni lamenta i rapporti tra i due enti e i suoi funzionari. La missiva ha come destinatari anche l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu e il presidente dell’Anci Sardegna Pier Sandro Scano.

«Vi scrivo al fine di ottenere il rispetto da parte del personale degli uffici regionali per i più volte disattesi e vilipesi principi di parità e collaborazione tra enti - scrive Stangoni -. I continui disagi manifestati dalle comunità locali ai sindaci e ai rappresentanti regionali, dovrebbero imporre un cambio di rotta nei rapporti tra Regione e Comuni in modo da condurre il personale degli uffici regionali ad abbandonare ogni pervicace atteggiamento di preminenza e svolgere i loro compiti all’insegna della trasparenza e della buona amministrazione. Quotidianamente ricevo istanze di cittadini che versano in gravi condizioni economiche, costretti a decidere se impiegare le loro misere risorse per mangiare o pagare le tasse. Penso ai piccoli imprenditori e alle cooperative che rappresentano il loro bisogno d’incassare compensi per lavori pubblici eseguiti e che il Comune non può liquidare per il patto di stabilità o per il mancato trasferimento dei fondi della Regione, a volte persi o non riassegnati. Penso inoltre ai tanti giovani disoccupati ai quali cerchiamo d’infondere ancora valori e speranze anche quando abbiamo la consapevolezza che il lavoro dovranno cercarlo fuori dalla Sardegna».

E ancora: «Come se non bastasse - continua il sindaco di Badesi - siamo bersagliati dalle istituzioni dello Stato, come se fossimo antagonisti e non stretti collaboratori. In questi anni, finite le campagne elettorali, non si è vista anima viva, né presidente della Regione, né assessori né pochi consiglieri regionali. La consapevolezza che gli impegni costituzionali e istituzionali vi impediscano di avere il tempo di visitare tutti i 367 comuni sardi è nota, ma questo non dovrebbe impedirvi di ascoltare la voce di noi sindaci. Le problematiche sulle pratiche relative al Comune e alla pianificazione del territorio non possono essere delegate in toto ai responsabili del procedimento o ai direttori del servizio che dai loro uffici, senza ascoltare le esigenze manifestate, decidono e interpretano a seconda del momento, norme, circolari, senza avere la minima cognizione di quale conseguenza possano avere nella comunità i provvedimenti adottati. Nessuna politica può nascondersi dietro il parere di un funzionario. Occorrerebbe guardarsi come marinai che conducono la barca nella stessa direzione, non come parti contrapposte».

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