Scorte agli arabi, agenti a giudizio
Chiesto il proscioglimento per l’ex vicequestore Pino Masala e un suo poliziotto
TEMPIO. Processo con rito abbreviato, ieri a Tempio, nei confronti di due poliziotti accusati di violenza private e corruzione. Davanti al gup Marco Contu sono finiti l’ex vicequestore di Porto Cervo Pino Masala e l’assistente capo Simone Zancudi. Stando ai capi d’accusa Pino Masala, già funzionario della polizia di Stato, avrebbe commesso violenza privata chiedendo a due guardia giurate che facevano servizio di vigilanza in una villa di Porto Cervo apaprtenente ad un russo se fossero o meno armati e sottoponendoli a perquisizione personale. La vicenda, risalente all’agosto 2010, era nata dopo una segnalazione giunta alla polizia di Stato dalla guardia di finanza. Per questa accusa il Pm angelo Beccu ha sollecitato una condanna a sei mesi di reclusione. Per quanto riguarda la corruzione, che l’ex vicequestore avrebbe messo in atto con uno dei sui assistenti, Simone Zancudi, il caso era legato ad un compenso in danaro che i due avrebbero ricevuto per aver scortato personalità arabe atterrate, sempre nell’agosto del 2010, nel settore Vip dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. Per questo capo d’imputazione il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione non essendo stato provato che per quei servizi istituzionali i due poliziotto avessero ricevuto compensi in danaro. Il processo è stato quindi aggiornato, per le conclusioni difensive, al 28 ottobre prossimo, quando la parola passerà al difensore di Pino Masala, l’avvocato Salvatore Deiana e al legale che assiste Simone Zancudi, il penalista sassarese Agostinangelo Marras. (g.p.c.)
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