La Nuova Sardegna

Olbia

Alluvione, ritorna la campagna «Io non rischio»

di Dario Budroni

Coinvolti Olbia, Loiri Porto San Paolo e La Maddalena L’assessore Russu: «Ora c’è maggiore consapevolezza»

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OLBIA. Il pericolo è dietro l’angolo. Per questo il cittadino deve farsi trovare sempre pronto. Deve sapere come comportarsi in caso di allerta rossa, deve essere bravo a mettere in pratica le norme di autoprotezione. Perché in attesa che vengano realizzate le opere di mitigazione del rischio idrogeologico l’unica arma del cittadino è quella dell’autotutela. Ed è per questi motivi che la Protezione civile mette in campo la campagna nazionale «Io non rischio». Domani e domenica, in contemporanea con centinaia di piazze italiane, anche a Olbia, Loiri e La Maddalena sarà allestito un punto informativo di «Io non rischio». L’obiettivo è informare più persone possibili e diffondere la cultura della prevenzione.

La campagna. I protagonisti della due giorni saranno i volontari della Protezione civile. A Olbia il banchetto sarà allestito dalle 9.30 alle 20 nel centro commerciale Auchan. Lì saranno presenti gli uomini dell’associazione Gaia. A Loiri il punto informativo si troverà in via Nenni dalle 9.30 alle 18. Sul posto l’associazione Capo Ceraso. Alla Maddalena, dalle 10 alle 19 in piazza Garibaldi, ci penserà l’associazione La Maddalena a informare i cittadini. I volontari distribuiranno materiale, risponderanno alle domande, illustreranno le norme di autoprotezione.

Il caso Olbia. La campagna «Io non rischio», nata nel 2011 e pensata anche per terremoti e maremoti, non aveva mai coinvolto la Sardegna. Ma il comune di Olbia, dopo la devastante alluvione del 2013, in accordo con il dipartimento nazionale di Protezione civile, aveva subito adottato in via eccezionale la campagna «Io non rischio» in versione allargata. Così sono partiti gli incontri nelle scuole, nelle chiese e nei quartieri per raggiungere migliaia di persone. «Si pensi che abbiamo incontrato circa 3.500 studenti – spiega Ivana Russu, assessore comunale alla Protezione civile -. Abbiamo illustrato le norme, distribuito manuali, abbiamo spiegato che cos’è realmente e come funziona il sistema della Protezione civile».

Cittadini consapevoli. Soltanto due settimane fa Olbia ha dovuto fare i conti con una nuova alluvione, fortunatamente meno devastante di quella precedente. E i cittadini, memori del disastro del 2013, hanno saputo come comportarsi. Gli olbiesi, avvisati del rischio, si sono fatti trovare pronti davanti all’emergenza. «Ho notato una cosa. Innanzitutto la popolazione è apparsa più consapevole, ha applicato benissimo le norme di autoprotezione – continua Ivana Russu -. Poi nel 2013 la gente inveiva contro i volontari della Protezione civile. Stavolta invece no. I cittadini hanno capito qual è la missione del volontario, che è una persona che mette il proprio tempo a disposizione degli altri. E alla fine la popolazione ha anche ringraziato i volontari».

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