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OLBIA

Demolizioni degli abusi, il Comune di Olbia salva otto edifici

Enrico Gaviano
Il consiglio comunale di Olbia
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Il consiglio comunale di Olbia

Il Consiglio delibererà l'acquisizione di alcune costruzioni da utilizzare come case d'accoglienza, unità abitative e archivi

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OLBIA. La ruspa del comune di Olbia è pronta a demolire una serie di immobili abusivi che sono stati acquisiti al patrimonio indisponibile dell'amministrazione. Altri, invece, pur essendo frutto di abusi edilizi, saranno salvati e utilizzati per diversi fini dall'ente comunale. Prima di tutto gli edifici che scamperanno alla demolizione potranno essere sede di depositi, archivi, ma anche (nel caso si tratti di appartamenti) essere utilizzati per famiglie indigenti, mettendo una pezza alla fame di case che c'è anche in città. L'argomento è uno dei punti all'ordine del giorno del consiglio comunale in programma lunedì pomeriggio nell'aula di Poltu Cuadu.

E' un atto dovuto e di buona amministrazione ai sensi e per gli effetti della legge regionale dell'agosto di quest'anno, la quale sul punto prevede che se entro 120 giorni dalla sua pubblicazione sul Buras non si procede all'approvazione in Consiglio, il dirigente del settore urbanistica è costretto a firmare le ordinanze di demolizione. Secondo la delibera che verrà sottoposta lunedì ai consiglieri comunali, si procederà al mantenimento della grandissima parte degli edifici interessati dalla possibile mannaia della demolizione. Gli immobili acquisiti al momento sono 19, più altri 5 per i quali cui però, al momento, non si può far nulla perché su di loro pende ancora il giudizio del Tar a causa del ricorso dei proprietari degli edifici contro l'ordinanza di demolizione.

Il cammino verso l'atto finale con l'arrivo delle ruspe è iniziato nel 2012, quando una conferenza di servizi aveva dato il parere sulla necessità della demolizione di sette opere abusive e il mantenimento di altre che poi sarebbero potute essere utlizzate dal Comune di Olbia per vari scopi. Il secondo passaggio risale all'esame compiuto dalla commissione urbanistica nel novembre dello scorso anno che aveva individuato fra le superstiti 12 opere, otto delle quali possono essere mantenute perché non contrastano con rilevanti interessi urbanistici o ambientali e perché sussiste l'interesse pubblico alla loro conservazione e utilizzazione per usi sociali come case d'accoglienza, o per il soddisfacimento dell'elevato fabbisogno abitativo o, ancora per utilizzazione come archivio o deposito comunale.

Gli edifici che si salveranno si trovano sparsi in città e anche a Cugnana. Lunedì 19 ottobre il consiglio comunale darà il parere finale che non potrà che essere positivo, visto il passaggio precedente in commissione consiliare. Per gli altri edifici, in città e anche  in aree esterne come Portisco e Rudalza, il destino è segnato: verranno demoliti.

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