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ALLUVIONI

Olbia, previsioni meteo: un sistema che migliora

Volontari e uomini della Brigata Sassari nei rioni devastati dall'alluvione del 1° ottobre
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Volontari e uomini della Brigata Sassari nei rioni devastati dall'alluvione del 1° ottobre

Il capo della Protezione civile in città con il collega sardo. Parla a un convegno dei cronisti cattolici

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OLBIA. «Il sistema di allertamento è a salvaguardia del cittadino. E il sistema funziona se c’è il coordinamento tra tutti i livelli che lo compongono». Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile. «Il sistema è complesso: parte dal cittadino e arriva sino al presidente del Consiglio. Tutti con responsabilità differenti, compresi i giornalisti, che non devono sottovalutare gli allerta», ha proseguito Curcio, rispondendo così alle polemiche sulla mobilitazione per alcuni non sempre motivata.

Parole pronunciate nel convegno promosso dall’Ucsi, l’unione cronisti della stampa cattolica presieduta da Mario Girau e l’ordine regionale dei giornalisti presieduto da Francesco Birocchi, sul tema “Informazione e tutela dell'ambiente”, sui si è soffermato il presidente nazionale dell’Ucsi Andrea Melodia richiamando la responsabilità e in qualche caso la superficialità dell’informazione. «Con i giornalisti – ha osservato Curcio – è necessario trovare una forma di equilibrio tra etica e deontologia, perché una corretta informazione fa la differenza tra salvare le vite umane e non salvarle».

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Se, come è stato nell’ultimo caso in Sardegna, pochi giorni fa, le previsioni non trovano perfetta corrispondenza nell’evento, «è perché la previsione è di per sé incerta, vanno considerati livelli d’incertezza dovuti all’azione della natura», spiega Curcio. Nell’ultima occasione le previsioni erano sostanzialmente corrette, l’allerta giustificato, ma l’evento piovoso non ha risposto perfettamente al modello meteorologico di lettura perché noi lavoriamo su modelli che sono ipotesi, anche se il sistema meteo italiano è di grande livello: la pioggia si è scaricata a dieci chilometri sul mare, per fortuna.

«Il margine di incertezza deve essere gestito dalla società, che deve applicare tutte le misure di prevenzione del rischio», conclude il capo della Protezione civile. «Consapevolezza, responsabilità e organizzazione sono gli aspetti che hanno differenziato l'alluvione del 2013 rispetto a quella del 2015», ha detto il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli.

In Sardegna ci saranno presto alcune novità sul fronte dell Protezione civile, ha spiegato il responsabile regionale Graziano Nudda. Un disegno di legge che sta per approdare in Consiglio che prevede interventi urgenti per aiuti diretti ai privati che hanno perso tutto e agevolazioni alle imprese per il credito e assicurazioni per il recupero del danno subito in caso di calamità naturale accertata.

Previste anche misure di accesso alla legge nazionale per delimitare i Comuni danneggiati nel 2013, insomma, una Zona Franca per rinfrancare le aree alluvionate. «Stiamo inoltre preparando – preannuncia Graziano Nudda – un Piano regionale dell Protezione civile, un vademecum con tutte le informazioni di servizio necessarie e tutte le misure dettagliate da adottare in caso di rischio idrogeologico».

Novità previste anche sulla dotazione tecnologica. Lo ha annunciato il capo dell’Arpa di Sassari Giuseppe Bianco: oltre al radar di rilevamento meteo di Monte Rassu ce ne sarà un altro a Lanusei. Insomma, ha concluso il vescovo Sebastiano Sanguinetti, si tratta di recuperare il corretto rapporto uomo-natura, dal quale dipende il destino positivo o negativo di entrambi». (gpm)

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