Depressioni da parto, l’Asl mette in campo un team di esperti
La rete interdisciplinare di medici e psicologi attiva da 2 anni I dati del lavoro emersi nel seminario “Salute della donna”
OLBIA. Un adeguato supporto psicologico per prevenire il rischio depressivo prima e dopo il parto: questa la missione della rete multidisciplinare della Asl di cui fanno parte psicologi (a cui spetta il ruolo guida) medici e pediatri di famiglia, ostetriche, ginecologi e psichiatri. Una rete che ha cominciato a operare già da due anni, ma che ha ottenuto il “visto” ufficiale durante il convegno dedicato alla “Salute della Donna” e inserito nella settimana sul benessere psicologico (oggi l’appuntamento finale in Gallura).
Sono state numerose le iniziative organizzate nel territorio su diverse problematiche che riguardano la salute e il benessere psicologico nelle diverse età: ci sono stati workshop, incontri e tavole rotonde anche a Tempio, Palau, Padru, Arzachena, Nuchis, La Maddalena, Santa Teresa e i tanti psicologi coinvolti hanno tenuto gli studi aperti per fornire consulenze gratuite.
«Ma il convegno di Olbia in particolare ha rappresentato una occasione di studio e confronto di alto valore scientifico - ha detto Maria Carmen Ghiani, vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Sardegna -: le relazioni, le ricerche accademiche, i dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità e il percorso avviato già da tempo dalla Asl, hanno evidenziato l'importanza della salute psicologica della donna prima e dopo il parto. L'intervento multidisciplinare deve cominciare fin dal concepimento e accompagnare la madre sino al compimento del primo anno di vita del bambino: ciò può garantire l'individuazione dei primi segnali di disagio e consentire di attuare tutte le misure necessarie a prevenire complicanze di tipo psicopatologico. Ciò che è emerso dalle esperienze cliniche nazionali e nel nostro stesso territorio, in un’area che va da Olbia a Oristano e Nuoro, è che il miglior trattamento per la depressione post partum è proprio quello psicologico: il ricorso al farmaco è in seconda battuta e riguarda casi particolari».
Grazie all'azione di screening avviata da due anni dalla Asl di Olbia (che ha organizzato i convegni con la collaborazione dell’Ordine degli Psicologi), su 346 madri in attesa sono state individuate 6 puerpere con depressione post partum, nei confronti delle quali sono state avviate adeguate terapie psicologiche; il 15% del totale delle donne esaminate ha usufruito di supporto psicologico nella fase post-partum, per sintomatologie depressive lievi, spesso legate a una condizione di solitudine e isolamento o a problematiche di coppia; mentre ben 225 mamme in attesa hanno partecipato ai corsi informativi sulla depressione post-partum.
«Si tratta di risultati di notevole rilevanza - ha chiuso la Ghiani - che dimostrano che il rischio depressivo perinatale è reale, ma che è possibile prevenirlo evitando drammi irrimediabili». (s.p.)
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