Il Vermentino inebria il centro storico
Tanti curiosi in giro per le degustazioni di vini di quattro regioni transfrontaliere, abbinati a piatti tipici. Molti gli stranieri
OLBIA. Nel profumo di un calice di buon vino c’è la storia di una terra. Una splendida serata di fine ottobre ha dato una mano alla riuscita della giornata finale di “Benvenuto Vermentino”, la manifestazione promozionale incentrata sul vino bianco di quattro regioni transfrontaliere (Sardegna, Liguria, Corsica e Toscana) inserito nel progetto “VertourMer 2.0-Vermentino tra tradizione e innovazione” cofinanziato dalla commissione europea attraverso il Po marittimo Italia-Francia 2007-2014. E tra i tanti che si sono ritrovati negli stand organizzati tra via Porto Romano e piazza Regina Margherita molti erano gli stranieri, sempre attirati da questo genere di iniziative che consentono di far scoprire le “altre” eccellenze di un territorio, forse quelle più vere.
È stata la Camera di commercio del Nord Sardegna, tramite la sua azienda speciale Promocamera, a portare a Olbia la tappa conclusiva, dopo un avvio di progetto in cui l’isola era stata coinvolta in maniera parziale nonostante il suo ruolo fondamentale nella produzione del Vermentino. «Noi ci siamo inseriti lo scorso anno – spiega il vicepresidente camerale, Massimo Putzu – nel progetto che vede come capofila la Liguria col comune di Castelnuovo Magra, che ha utilizzato risorse europee per la valorizzazione del vermentino. E abbiamo ottenuto di fare l'evento finale qui a Olbia, con la prospettiva di aver creato contatti importanti per la fase successiva».
Dopo il convegno di venerdì all’Expo, sabato è stata la volta della degustazione guidata a cura della delegazione Gallura dell’Associazione italiana sommelier, cui hanno preso parte una cinquantina di esperti. «Una carrellata di 47 vermentini delle quattro aree – dice Putzu, in cui si è fatta una comparazione molto tecnica». Quelli sardi sono risultati più corposi, ma è stato molto interessante cercare le differenze con prodotti comunque davvero apprezzabili provenienti da altre regioni.
E la sera ecco la parte aperta al pubblico: «Abbiamo pensato a un percorso di degustazione con l’abbinamento di piatti tipici e così – dice Putzu – è stato possibile acquistare un ticket che comprende anche gli assaggi di food»: per l’occasione cozze fritte, polpette e una zuppa gallurese memorabili, cucinate “live” una cucina mobile sul retro dell'Expo, che hanno certamente soddisfatto i visitatori e si sono sposati benissimo con il bianco versato nei calici.
Il Vermentino della Corsica era offerto nello spazio del palazzo dell’Area marina protetta, quello della Liguria all’Expo, il vino sardo al Bar Tujipa e quello toscano al bar Civico 4, mentre nella sede del consorzio del Vermentino di Gallura Docg c’era l’omonimo prodotto; due le aree food, una quella per l’acquisto dei ticket. Il centro storico nella zona chiusa alla circolazione si è riempito e in tanti sono rimasti in giro fino alla mezzanotte a discutere e godersi l’ultimo scampolo di bella stagione all’insegna del buon bere e della musica del quartetto Terre di nessuno e del duo Musica Lounge.
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