L’ambiente non piace alla finanza
Tempio, la lezione del Papa inaugura l’anno accademico dell’Euromediterraneo
TEMPIO. Un auditorium gremito ha fatto da cornice all'inaugurazione del nuovo anno accademico dell'Istituto Euromediterraneo. Tante le autorità presenti nella sala convegni del Seminario diocesano, e ancor più numerosi gli studenti che hanno rappresentato le scuole superiori della Gallura. Tutti richiamati anche dai nomi altisonanti dei relatori, in particolare da quello di Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, il cui intervento è stato più volte accompagnato dagli applausi convinti della platea.
Al centro della "lectio magistralis' di Maddalena e, tra le altre relazioni, l'ultima enciclica di papa Francesco sulle emergenze ambientali del nostro tempo. Ai contenuti di questa si sono richiamate le parole del vescovo Sanguinetti e di don Raimondo Satta, rispettivamente moderatore e direttore dell'Euromediterraneo. Entrambi hanno sottolineato la gravità dei temi affrontati da papa Bergoglio nell'ultima enciclica e l'urgenza delle soluzioni da adottare. Di ciò, nel suo saluto istituzionale, si è detto consapevole anche il sindaco Biancareddu, che ha tenuto a precisare come una lungimirante pianificazione territoriale debba sempre contemplare tutti i fattori di rischi ambientali. Si tratterebbe, d'altronde, di dare forza giuridica ad un'emergenza che, come ricorda il Papa, ha una valenza planetaria. «Per questo motivo – ha dichiarato Maddalena – l'enciclica si propone di scuotere le coscienze dall'indifferenza. Siamo in una situazione eccezionale – ha detto – nonostante quello che i nostri politici vorrebbero farci credere». Parole dure, che si fanno ancora più perentorie quando l'accento si sposta sul ruolo della finanza mondiale. «Ci troviamo in quella che si chiama una debit economy e quella del Papa è l'unica voce che si leva contro la finanza. Pensiamo alla Germania, paese che ha violato i limiti di Maastricht, costruendo un'industria forte e conquistando la benemerenza dei mercati. I governi italiani si sono dimostrati proni di fronte alla Germania, favorita dallo scambio fisso dell'euro».
L'esito finale sarebbe il depotenziamento delle democrazie, a partire dall'Italia e dalla riforma del Senato. «Non a caso è un Papa – ha dichiarato il vescovo – poco amato dalle lobby finanziarie mondiali che non apprezzano la sua visione integrale dell'economia». La stessa che semina effetti nei più disparati angoli del mondo, come può insegnare la tragedia di Olbia del 2013. «E quella catastrofe – ha affermato il giornalista Per Giorgio Pinna nell'intervento conclusivo –, ha insegnato che occorreva un piano di comunicazione più efficace». Un tema che è stato ulteriormente sviluppato dal convegno indetto dall'Ucsi al quale hanno preso parte Paolo Fois, Mimmo Vita, Theron Casula e Angelo Aru. (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
