Una biblioteca dedicata a Pietro Azzena
Inaugurato il servizio della scuola media “Deledda” nato grazie alla generosità e all’affetto per il bimbo ucciso a Tempio
TEMPIO. La biblioteca scolastica della scuola media Grazia Deledda, nata qualche mese fa con il contributo di molte persone, per onorare la memoria di Pietro Azzena (il bimbo di 12 anni che frequentava quella scuola, barbaramente ucciso in città il 17 maggio dell’anno scorso, assieme ai suoi genitori, nella sua casa di Via Villa Bruna), da ieri mattina si chiama “Biblioteca Pietro Azzena.”
Le donazioni. L’intitolazione è stata celebrata nel corso di una semplice ma toccante cerimonia alla quale hanno partecipato oltre ai compagni di classe di Pietro, (quest’anno avrebbe dovuto frequentare assieme a loro la terza media), la dirigente scolastica Maria Chiara Demuro, la vice preside Rita Melas, amministratori comunali, sindaco, assessori e qualche consigliere comunale, e rappresentanti delle tantissime associazioni che, assieme anche a semplici cittadini, hanno collaborato concretamente con la donazione di denaro alla nascita della biblioteca.
La presenza più significativa e commovente però è stata quella di Franco Zanzani e Giovanna Spano, nonni materni del bimbo e della zia Antonella Zanzani, che anche ieri, ringraziando tutti non riusciva a trattenere il pianto, quando pronunciava il nome del suo amatissimo nipote.
L’iniziativa. È spettato invece ad Alessandra Amic, assessore ai Servizi sociali, raccontare la genesi dell’iniziativa. «L’idea – ha spiegato Alessandra Amic, è nata al termine di un torneo calcistico, organizzato dalla Civitas (società di calcio nel quale Pietro militava), quando gli stessi atleti partecipanti rinunciarono a premi e medaglie, chiedendo di impiegare quella somma per assistere qualcuno a nome di Pietro. Dopo averne parlato con i genitori, i dirigenti sportivi e la scuola, ho proposto – racconta Amic – di “usare” quest’atto di generosità per allestire alla Grazia Deledda una biblioteca scolastica con libri di testo per le famiglie in difficoltà. Libri che vengono dati in comodato d’uso e che a fine anno torneranno nella biblioteca scolastica, a disposizione poi di altri studenti».
Gara di generosità. L’idea, racconta ancora l’assessore commuovendosi sino alle lacrime, ha avuto subito successo. «È nata una gara di generosità che ha coinvolto tantissime persone, associazioni e privati. Primi fra tutti i nonni materni e la nonna paterna del bimbo, la Figc, l’associazione Amici di Monica, il mondo del volontariato con le sue molteplici associazioni, alcuni esercizi commerciali e poi tanti, tantissimi privati che in silenzio hanno voluto partecipare e hanno dato il proprio apporto. Oggi la biblioteca è una realtà. Sono stati forniti testi scolastici, a sei famiglie nelle frazioni e quindici in città».
Da parte del sindaco Andrea Biancareddu, è stato espresso il giusto ringraziamento a tutti e da parte della dirigente scolastica Maria Chiara Demuro un invito ai ragazzi perché facciano tesoro di questa grande lezione di generosità che dal dolore e dall’affetto ha permesso di costruire un servizio di grande rilievo culturale e sociale per la comunità.
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