La musica sacra conquista la città
Grande successo per la rassegna “Olbia in canto”. Applausi per il concerto finale
OLBIA. Le note diventano emozioni, le parole danzano sul pentagramma e si arrampicano verso il cielo in un corale inno a Dio. Musica divina. La rassegna di canto sacro organizzata dall'associazione “Lorenzo Perosi” regala alla città cinque giorni di concerti di grande intensità e una performance finale da fermare il cuore. La chiesa della Salette fa da quinta all'interpretazione dell'oratorio “Beata Virgo Maria ecclesiae Christi typus et mater”. 200 coristi arrivati dall'Italia, Lettonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e Libano, uniscono le loro voci a quelle del Piccolo coro delle voci bianche di Olbia, accompagnati da 50 orchestrali. Con loro quattro solisti, tra cui i soprani Pina Bandis e Maria Grazia Garau, del coro Perosi. A dirigerli l'autore dell'opera, monsignor Valentino Miserachs, da 42 anni direttore della cappella musicale liberiana in Santa Maria Maggiore, a Roma. Una star nella composizione di musica sacra, molto apprezzato anche dal Vaticano. «Un’opera in cui – ha detto lo stesso Miserachs – nulla c'è di razionalistico o esageratamente romantico e sentimentale, come usiamo dire noi moderni». Dopo pochi minuti la chiesa è già satura di emozioni. La musica, intensa, riempie l'anima. In prima fila c'è il vescovo Sebastiano Sanguinetti. «È in occasioni come queste – dice – , fatte di arte e partecipazione di pubblico, che può essere colta la vera bellezza della Chiesa e dello stare in chiesa. Eventi come questo vanno al di là del semplice ritrovarsi riuniti per la celebrazione liturgica domenicale. Qui si può cogliere la vera vitalità della pratica cristiana, fatta anche del lodare Dio con arte e ingegno, grazie ai prodotti più genuini dell'animo umano. Occorrerebbe che eventi di questo tipo si ripetessero spesso, per il bene della città e della Chiesa».
La 21esima edizione della rassegna “Olbia in canto” va in archivio con il pieno di applausi. Una grande soddisfazione per l'associazione Perosi che ha organizzato la manifestazione con sacrificio, riuscendo a portare in città corali internazionali, ensemble che nei paesi di origine sono vere istituzioni culturali. «Il bel canto deve essere espressione di fraternità tra i popoli e le genti. Ma anche espressione di lode all'Altissimo – ha detto don Gianni Sini, parroco della Salette –. Un rinnovamento della pratica religiosa dovrebbe passare da un recupero e da un'esaltazione delle pratiche liturgiche tradizionali, compreso il canto sacro». (se.lu.)
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