La Nuova Sardegna

Olbia

consiglio comunale

Abusi edilizi a Olbia, la minoranza ferma le ruspe

Serena Lullia
Una veduta di Olbia
◗
Una veduta di Olbia

Le opposizioni fanno mancare il numero legale e scoppia la bagarre. Maggioranza contestata in aula dagli alluvionati

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il giochino della tessera della presenza spegne le ruspe. I consiglieri di opposizione, con abilità da veterani della politica, fanno mancare il numero legale in Consiglio. La maggioranza ormai zoppa e stanca, inciampa nella prima convocazione dell’assemblea e mostra tutta la sua debolezza. In discussione la delibera che salva alcuni immobili destinati a cadere sotto i colpi di benna. Se entro il 30 ottobre il Consiglio non si esprimerà tutti gli edifici abusivi, anche quelli che il Comune intende salvare, verranno demoliti.

Abusi sanabili. In aula arrivano pratiche con la muffa. Le ordinanze di demolizione risalgono a dieci anni fa. Sono entrate e uscite dalle commissioni decine di volte, ma non hanno mai trovato la strada del Consiglio. 20 gli edifici abusivi che fanno già parte del patrimonio comunale. La legge stabilisce infatti che, se il proprietario non demolisce l’opera entro il termine stabilito dalla legge, quegli immobili diventino del Comune. La norma prevede anche che l’ente locale possa recuperare gli immobili che ritiene possano avere una finalità pubblica. Sono 8 quelli con queste caratteristiche. Per un edificio di 102 metri quadri il Comune pensa a un riutilizzo come archivio.

Abusi insanabili. In cima alla lista degli abusi insanabili, perché in contrasto con gli interessi paesaggistici o perché inutili per fini pubblici, c’è una villa di 200 metri quadri con piscina e vista mare a Portisco; ma anche un fienile con box prefabbricato e stalla di 280 metri quadri; rustici, pilastri con solaio, ampliamenti non autorizzati. «Non ci sono immobili usati da olbiesi – afferma l’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu, che con coraggio porta in aula il provvedimento –, non ci sono famiglie e mamme con bambini che finiscono sul lastrico».

Speranza all’italiana. Le opposizioni non sono entusiaste della delibera. Chiedono tempo. «Viviamo in Italia – dice il consigliere di Fi, Francesco Sanciu –. Io direi di acquisire tutti gli immobili con una utilità pubblica. In questo modo resta una speranza che non vengano demoliti». Sulla stessa linea Tonino Pizzadili, Unidos. «Credo si tratti di abusi di necessità – commenta –, di persone che magari non avevano i soldi per comprarsi la casa. E poi io chiedo di sospendere la delibera».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.12301697:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12301697:1653395507/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Prova di forza. La maggioranza va al gioco pesante. Ma dimentica di essere un peso piuma. Il presidente del Consiglio, Vanni Sanna, pone la delibera in votazione. Le minoranza estraggono la scheda che segna la presenza. Non c’è il numero legale. L’operazione viene ripetuta. Seconda batosta per la maggioranza. Stesso copione. Mezzora di sospensione come da regolamento. La delibera sugli abusi non può essere più votata. Verrà discussa nel Consiglio di venerdì 23 ottobre.

Rabbia in aula. La sospensione scatena la bagarre. Scambio di battute al vetriolo tra Giorgio Spano e Pietro Carzedda, tra Spano e il pubblico che grida “vergogna”. In aula ci sono gli alluvionati. Aspettano dalle 16 la discussione del punto che li riguarda. Per loro regolamenti e strategie politiche sono cose difficili da mandare giù. Chiedono solo di sapere il loro futuro. Alle 21 le prime notizie, per nulla rassicuranti. «Il Governo non ha ancora concesso lo stato di calamità, provvedimento che farebbe scattare la sospensione della Tari per tutti gli olbiesi – spiega il sindaco Gianni Giovannelli –. Valutiamo di farlo noi in modo autonomo, ma solo per i cittadini colpiti dall’alluvione. Chi ha ricevuto l’ordinanza di sgombero verrà seguito dai Servizi sociali che aiuteranno a trovare degli alloggi. Il Consiglio regionale ha in corso di approvazione una legge che consenta di sbloccare i fondi per risarcire le famiglie e le imprese».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.12301698:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12301698:1653395507/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative