Colpito da un bicchiere perse l’occhio
Risarcito con 500mila euro un operaio di Berchidda rimasto vittima della lite in un bar
BERCHIDDA. La furiosa lite scoppiata tra tra gli avventori di un bar, nel luglio del 2000, era finita con un lancio di bicchieri che avevano centrato in piena faccia un cliente , il quale aveva perso un occhio. La vicenda, che è costata una condanna penale al lanciatore, – G.P.M. – il quale nel 2006 aveva patteggiato la pena, si è conclusa nei giorni scorsi in sede civile con la sentenza risarcitoria per danni fisici e biologici a favore di Sergio G. di 434 mila euro. A decidere sul risarcimento danni è stata il giudice civile del tribunale di Tempio Elisabetta Carta, che ha accolto le richieste di risarcimento per l’invalidità permanente avanzata dai legali di Sergio G., gli avvocati civilisti Marzio e Mario Altana. Gli avvocati, nel ricostruire quella vicenda, avevano chiamato a testimoniare il titolare del bar (un locale al centro di Berchidda) i diversi avventori che erano presenti durante la lite tra i due contendenti e coloro che sottoposero alle lunghe cure lo sfortunato cliente. Il quale, appena entrato nel bar, si rese conto che era in corso la lite e non fece in tempo a scansarsi che, come in un saloon del vecchio west, un bicchiere lo colpì in piena faccia, frantumandosi in mille schegge contro l’orbita sinistra. Le lesioni riportate dal Sergio G. in quell’occasione, furono gravissime. Il ferito, soccorso dai medici del 118, venne trasferito all’ospedale di Ozieri dove venne sottoposto ad una lunga seduta operatoria per ricostruire le parti ossee danneggiate e suturare le ferite riportate al volto. Ma per l’occhio sinistro, non fu possibile far nulla. L’uomo rimase in ospedale per oltre due mesi e venne sottoposto a diverse sedute di chirurgia maxillo-facciale. Il danno biologico, fisico, psicologico e materiale riportato dallo sfortunato cliente era stato stimato in oltre 320 mila euro dai periti nominati dal giudice delegato. Somma che, per via delle rivalutazioni e degli interessi intercorsi in questi quindici anni, hanno fatto slittare il saldo finale ad oltre 430 mila euro. Somma che il lanciatore di bicchieri dovrà risarcire alla sua vittima non appena la sentenza sarà notificata. L’accusato, infatti, non si è mai presentato in aula. Il magistrato, nella sentenza ha scritto che «sebbene il danno morale subito dal Sergio G. non possa essere liquidato autonomamente, pur tuttavia la somma liquidata a titolo di risarcimento deve essere “personalizzata” con un incremento stimato equo nella misura del 10%, al fine di consentire un ristoro patrimoniale adeguato alle conseguenze pregiudizievoli derivate dall’incidente, che tenga conto altresì delle cure mediche a cui il ferito si è dovuto sottoporre e dunque dei patemi che ne sono inevitabilmente derivati, nonché delle difficoltà e dei disagi patiti della vittima».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google