Folk, la Mascara gaddhuresa in passerella alla “ Tartufesta”
CALANGIANUS. La “Mascara gaddhuresa” è stata invitata in Emilia, a Sasso Marconi, Comune di 14.000 abitanti del Bolognese, per la ventiseiesima edizione di Tartufesta. Il gruppo folk nato nel...
CALANGIANUS. La “Mascara gaddhuresa” è stata invitata in Emilia, a Sasso Marconi, Comune di 14.000 abitanti del Bolognese, per la ventiseiesima edizione di Tartufesta. Il gruppo folk nato nel febbraio 2011 a cura dell'associazione turistico-culturale “Contiamoci”, vede impegnati 40 giovani e sabato e domenica per la prima volta sarà nella penisola. Parteciperà alla grande rassegna dedicata al “re Tartufo” e ai prodotti tipici d’autunno, che richiama ogni anno 20.000 presenze. «Gli organizzatori della manifestazione – dice Alessandra Giagheddu, presidente della Mascara gaddhuresa – che ci hanno ammirato in una delle numerose sagre sarde nelle quali abbiamo sfilato, ci hanno invitato dopo aver apprezzato le nostre maschere. Allo stesso tempo ci danno la possibilità di promuovere il nostro territorio».
E ancora: «Abbiamo colto al volo questa occasione – dice la Giagheddu – . Per noi è un’autentica consacrazione, che ci consentirà di illustrare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche, le tradizioni del paese nonché la realtà del sughero, la sua lavorazione; pubblicizzeremo il Museo del sughero e le sagre che si svolgono durante l'anno. Con noi, come testimoni del territorio, ci saranno i prodotti d’eccellenza dell’agro alimentare con le degustazioni dei vini delle cantine Castiglia e Tondini».
La Giagheddu spiega che «questa prima convocazione oltre Tirreno è la riprova che il nostro tentativo di recuperare le tradizioni e le antiche simbologie del Carnevale a Calangianus e in Gallura inizia a riscuotere il suo successo. Grazie ai ricordi dei più anziani e a ricerche bibliografiche, ci siamo riappropriati della nostra storia e della nostra cultura, riportando alla luce il mistero di antiche tradizioni e usanze lontane che si erano perse nel corso degli anni e degli eventi che hanno cambiato il nostro stile di vita».
«Calangianus è orgogliosa di questo gruppo –dice il delegato comunale alla cultura, Claudio Bellu –, capace di ricostruire e riproporre una decina di maschere della tradizione gallurese, a cominciare da quelle più antiche e inquietanti, ricordate dagli avi come li mascari brutti e che comprendevano quelle grottesche, magiche e rituali, zoomorfe. A metà del secolo scorso prese sopravvento il “domino” che poi ha spopolato nelle sale da ballo di tutta la Gallura». (p.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
