Rubinetti a secco in tutta l’Alta Gallura
Un guasto mette in crisi scuole, case di cura, istituti e migliaia di privati. Convocato il Coc, in funzione le autobotti
TEMPIO. L’improvvisa interruzione del servizio idrico, peraltro comunicata tramite fax da Abbanoa al sindaco soltanto ieri mattina, ha provocato una serie di difficoltà a scuole, asili, case di cura, istituti, nel carcere di Nuchis e in migliaia di case per un non meglio specificato grave guasto in agro di Oschiri.
Il Coc in azione. Una situazione di grande emergenza che ha interessato tutti i centri dell’alta Gallura e che in città, ha indotto Andrea Biancareddu alla convocazione immediata del Coc nella sede della polizia locale.
Scuole e istituti. Allertati subito la protezione civile con le sue autobotti e il personale dell’Ente foreste, intervenuto con una ulteriore autobotte dalla sede di Olbia in supporto a quella di Tempio. Già alle 9.30 (un tempo record se si considera il ritardo con il quale Abbanoa ha comunicato l’interruzione forse già in essere da due giorni prima) le autobotti hanno cominciato ad approvvigionare gli istituti, gli asili, alcuni già aperti dalle 7, e le scuole che non avrebbero diversamente potuto continuare a funzionare.
Al carcere 13 mila litri. Rifornito per l’intera mattina anche il carcere di Nuchis dove già nel primo pomeriggio di ieri, dalle capaci autobotti dell’Ente foreste, come attesta il Coc, erano stati trasportati oltre tredicimila litri d’acqua. «Acqua purissima attinta sul Limbara» spiega un addetto impegnato a stendere una manichetta per approvvigionare la scuola media Grazia Deledda. Il disservizio, ma soprattutto il ritardo nella comunicazione, hanno suscitato molte proteste. Già da presto il centralino del Comune e della polizia locale, nonostante le molteplici linee, sono stati intasati dalle richieste di approvvigionamento.
Nuovi ambiti. Un florilegio di colorite proteste ma anche suggerimenti seri sui siti web, da dove arrivano inviti agli amministratori galluresi affinchÈ si facciano promotori dell’uscita dall’Ambito regionale unico e per la formazione di quattro o cinque ambiti territoriali che meglio appagherebbero le esigenze idriche delle diverse zone della Sardegna.
Rio Pagghjolu. Agli amministratori comunali c’è chi chiede «che si esca anche dalle nebbie delle pur necessarie promesse elettorali» per pensare realisticamente alla realizzazione degli impianti che consentirebbero a Tempio, Nuchis, Luras, Calangianus, Aggius e Bortigiadas di usufruire dell’acqua limpida della diga sul Rio Pagghjolu. Oltre 4 milioni di metri cubi d’acqua purissima totalmente inutilizzati.
Sette milioni. «A maggio di quest’anno, scrive un altro internauta, Paolo Manichedda, assessore regionale ai lavori pubblici, annunciava di avere disposto per lo sfruttamento di quelle acque un finanziamento immediato di 7 milioni di euro. Cosa aspettano gli attuali amministratori comunali a battere cassa? Sarebbe un bel passo in avanti verso una soluzione che ci porti fuori da questa situazione».
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