La Nuova Sardegna

Olbia

La Cisl attacca la Regione: «Zir, promesse disattese»

di Angelo Mavuli
La Cisl attacca la Regione: «Zir, promesse disattese»

Un duro documento firmato da Alma Viola e Antonello Bua (Funzione Pubblica): «Da sette mesi i dipendenti della zona industriale non percepiscono lo stipendio»

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TEMPIO. Sulla vertenza senza fine dei sette dipendenti della Zir di Tempio, dal 2008 dimenticati ed irrisi dalla Regione, che non mantiene gli impegni ed ora per l’ennesima volta senza stipendio da sette mesi, interviene la Segreteria della Cisl-Funzione Pubblica con una lettera-comunicato a firma dei segretari generali, Alma Viola e Antonello Bua. Il documento è stato inviato, al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru ed all’Assessore all’industria Maria Grazia Piras. Promesse disattese. «Nonostante i vari impegni, assunti dalla Regione per risolvere politicamente ed anche dal punto di vista prettamente burocratico, il problema della Zona industriale di Tempio e dei suoi dipendenti, le promesse sono state completamente disattese. I dipendenti della Zir di Tempio da sette mesi non percepiscono più il dovuto stipendio, non hanno più risposte e quotidianamente vedono calpestati impunemente i loro diritti costituzionali e la loro dignità di uomini e di lavoratori. Assieme a loro vengono calpestati anche i diritti e la dignità delle famiglie colpevolmente abbandonate dall’Istituzione regionale ad un destino economico inconcepibile ed inaccettabile in uno Stato di Diritto. Territorio solidale. Tale modo di agire, dicono i due segretari della Cisl-Funzione Pubblica, non è stato denunciato solo dalle Organizzazioni Sindacali Territoriali e Regionali ma dall’intero territorio attraverso anche l’Unione dei Comuni Alta Gallura che, sentiti i lavoratori, ha dovuto prendere atto dell’indifferenza e dell’incapacità della Regione a risolvere il problema».

Nel comunicato della Cisl Fp anche un richiesta alla Regione, perché, nelle more di una collocazione burocratica delle Zone Industriali sarde, si valuti la possibilità che gli stessi lavoratori possano essere impiegati al Cipnes di Olbia o presso altri Enti, ivi compresi i Comuni dell’ hinterland, molti dei quali carenti nell’organico. L’enigma. Il problema sul “destino finale” delle Zir, nasce da una incredibile inadempienza della Regione scaturita nel 2008, quando il governatore Soru decise, con la famigerata legge 10, la soppressione delle Zir, senza però articolarne il futuro e senza prevedere come la legge stessa doveva essere applicata. Il Legislatore cioè avrebbe dovuto dire come i dipendenti avrebbero dovuto essere impiegati e come gli stessi avrebbero dovuto essere retribuiti. Avrebbe dovuto prevedere anche come il patrimonio delle Zir sarebbe dovuto essere trasferito, a chi e con quali valutazioni. Futuro incertissimo. Problemi di natura normativa e fiscale di non poco conto se si considera anche che i sindaci ( la legge 10 non si riferisce solo alla Zir di Tempio ma anche alle altre realtà isolane), mai e poi mai sarebbero stati disposti ( e tutt’ora non lo sono ancora), ad accollarsi sul bilancio comunale dipendenti e relativi oneri retributivi e fiscali del “lascito patrimoniale”. Una gatta da pelare che tutte le Giunte regionali di destra e di sinistra hanno brillantemente dribblato non curandosi dei lavoratori. Una vergogna.

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