Abusi edilizi, arriva il sì alle demolizioni
Dopo la battaglia di lunedì in consiglio comunale ieri la decisione che consente anche il mantenimento di dieci edifici
OLBIA. Smontate le barricate, il centrodestra ieri in aula ha dovuto arrendersi: è passata a maggioranza la delibera che chiude un contenzioso su una serie di edifici costruiti abusivamente già parte del patrimonio del comune sin dal 2002.
Abusi edilizi. Il saldo finale è che su 24 edifici in oggetto, 10 saranno mantenuti e 14 demoliti. Anche se, va precisato, che su alcuni (sia da demolire che da mantenere) pende ancora un giudizio della magistratura amministrativa. Proprio per questo durante la battaglia di lunedì in consiglio comunale era stato comunque votato un emendamento che esclude dalle decisioni finali tutti gli edifici su cui penda un ricorso e solo dopo la decisione dei giudici, se respinti i ricorsi, procedere ulteriormente. Fra gli edifici mantenuti c’è il caso di qualche casa che è occupata dalla famiglia che l’aveva costruita abusivamente. Detto che il comune è diventato proprietario di questo bene, l’unica possibilità per superare i problemi di legge e i controlli della corte dei conti che potrebbe contestare un danno erariale è che i proprietari paghino un affitto al comune stesso così da continuare a risiedere in quell’immobile. Per il resto, l’amministrazione potrà disporre a seconda delle sue esigenze di questi immobili. Ora il comune potrà destinarli a seconda della tipologia, a uso di civile abitazione per soddisfare alcune richieste di famiglie senza casa, o affidarne altri ad associazioni che ne fanno richiesta oppure ancora occuparne alcuni per archivi e depositi vari.
Archivio comunale. Un po’ di tensione in aula per la interrogazione di Enza Tucconi (Upc) sulla chiusura dell’archivio sotrico comunale con la richiesta di controllo su chi entra nell’attuale archivio di via Macerata. Il sindaco Giovannelli ha replicato dicendo che «si stanno studiando le possibili ipotesi per ospitare l’archivio storico e fra questi c’è anche la ex scuola di Maria Rocca. Ma se le ipotesi dovessero risultare non adatte come sicurezza o come costi, non escludiamo di ritornare in via Macerata, con gli opportuni adeguamenti». La stessa Tucconi ha sollevato anche un’altra questione chiedendo i motivi per cui la «dirigente del settore tecnico Gabriella Palermo non ha avuto l’incarico di coordinamento delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico».
Antenne a San Pantaleo. La mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Giovanni Casalloni, che chiedeva di non installare una antenna di telefonia mobile in una zona di pregio di San Pantaleo è stata ritirata. Infatti, come spiegato dall’assessore all’urbanistica Carlo Careddu, il permesso non è stato dato su indicazione della sovrintendenza di Sassari che ha giudicato l’opera confliggente con le norme paesaggistiche.
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