Nuchis, in cantiere un nuovo libro
I detenuti-scrittori del super carcere dopo l’esperienza di “I ricordi non bussano”
NUCHIS. È stata una serata diversa quella che hanno passato, mercoledì, i detenuti del carcere di massima sicurezza di Nuchis. Alcuni erano protagonisti, altri spettatori. Nel teatro della struttura penitenziaria di Nuchis, infatti, è stato presentato il romanzo “I ricordi non bussano”, una storia con finale noir ambientata tra Firenze e Siviglia. Qualcosa di unico in Italia si tratta, infatti, del primo romanzo corale di detenuti: un libro scritto a 28 mani. Il libro nasce dal laboratorio di scrittura creativa, tenuto da Giovanni Gelsomino e sostenuto dalla direzione del Carcere, che ha preso il via ai primi di novembre del 2013. Un incontro settimanale, mediamente di tre ore, con la partecipazione di 14 detenuti. «In tutto questo lavoro – ha commentato Giovanni Gelsomino – è stato notevole l'aiuto di preziosi collaboratori, lo scrittore Carlo Deffenu che ha contribuito con i suoi suggerimenti a far sì che tutti potessero coltivare l'irresistibile sogno di scrivere e lo studente Federico Piras. A Susi il compito di aver revisionato il testo e a Franco quello di aver creato la copertina e impaginato il materiale. Un grazie alla direttrice del carcere, Carla Ciavarella, che ha consentito e incoraggiato l’iniziativa che continua ancora oggi con nuovi scritti e la stesura di un secondo romanzo».
E di libri dal carcere ce ne saranno altri. L’idea, infatti, è quella di una collana di altri tre libri. «Stiamo già lavorando al secondo che sarà ambientato negli anni Settanta – continua Giovanni Gelsomino – continueremo a scrivere con lo stesso entusiasmo che ha fatto nascere questo primo romanzo. Questo libro non è un capolavoro, ma a noi piace. Comunque, è romanzo dotto ». (s.d.)
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