La Nuova Sardegna

Olbia

I genitori di Maria Rocca: costruite la nuova scuola

di Stefania Puorro
I genitori di Maria Rocca: costruite la nuova scuola

L’esasperazione della famiglie: «Due anni di promesse e ancora niente lavori, i nostri figli sballottati da una parte all’altra, ora vogliamo risposte precise»

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OLBIA. «Un anno fa, l'amministrazione comunale ci disse che i lavori della nuova scuola di Maria Rocca sarebbero cominciati il 1° ottobre 2014 per concludersi alla fine di luglio di quest'anno. Al 2015 ci siamo arrivati, c'è stata un'altra alluvione e non c'è ancora uno straccio di cantiere». A parlare sono i genitori dei bambini di Maria Rocca, ovvero la scuola costruita su un canale tombato e colpita dal ciclone Cleopatra. Una scuola che non verrà più recuperata, come ha detto il sindaco Giovannelli in consiglio comunale rispondendo a un'interrogazione di Forza Italia. «Su questo siamo d'accordo - dicono le famiglie di Maria Rocca -, anche una parte di genitori avrebbero voluto la riapertura della vecchia scuola. Noi no, e siamo la maggioranza».

La storia. Solo per miracolo, durante la drammatica alluvione del 2013, nella scuola di Maria Rocca riuscirono tutti a mettersi in salvo. Appena la zona fu circondata dall'acqua (era il primo pomeriggio del 18 novembre), le insegnanti e il personale della scuola chiamarono le famiglie per andare a prendere i figli, e quando arrivò l'ultima mamma a ritirare il suo bambino, aveva l'acqua sopra le ginocchia.

I traslochi. Dalla fine del 2013, per sistemare tutti i bambini di Maria Rocca che non avevano più la loro scuola, alcune classi delle scuole medie di via Vicenza (Comprensivo) vennero ospitate al tecnico Deffenu. Per lasciare appunto gli spazi disponibili agli alunni alluvionati. L'anno dopo, il trasferimento dei bambini nell'istituto degli ex salesiani, che era nel frattempo tornato nelle mani del Comune. Traslocarono prima gli scolaretti della scuola dell'infanzia (77) e poi anche quelli delle elementari (220).

Le promesse. «Da quel momento - aggiungono i genitori - abbiamo ricevuto solo promesse sull'imminente avvio dei lavori della nuova scuola. Abbiamo chiesto anche informazioni sul progetto, ma sono sempre stati vaghi e poco chiari. Tra l'altro ci risulta, e speriamo di sbagliarci, che il progetto non preveda né la mensa, né la palestra: sinceramente siamo senza parole. In una scuola che fa il tempo pieno, non può non essere prevista la sala per la mensa».

L'alluvione del 1° ottobre. «La seconda alluvione - vanno avanti le famiglie - ha messo di nuovo in ginocchio i bambini di Maria Rocca. Perché un'ala dell'ex istituto dei salesiani si è allagata (si trova a un piano superiore) e tre classi delle elementari, sino a venerdì scorso, sono state spostate nei locali dell'oratorio della Sacra Famiglia. Nessuno però ci ha ancora spiegato quale sia stato il vero problema e che tipo di lavori siano stati eseguiti».

Genitori esasperati. «Molti di noi avrebbero voluto trasferire i propri figli in altre scuole della città, proprio perché stanchi di tanti disagi. Ma ci è stato detto che questo è impossibile, perché non ci sono posti».

La solidarietà. L'assessore alla Pubblica Istruzione Giovanni Antonio Orunesu, in consiglio comunale, ha ribadito che i soldi per costruire la nuova scuola (alle spalle del comprensivo di via Vicenza) ci sono tutti anche se ora ci vogliono due milioni e mezzo e non più 2 milioni. Soldi, questi, che erano stati raccolti soprattutto grazie a una catena di solidarietà.

Il progetto. E' quello pensato dall’architetto Giuseppe Diana, 27 anni, di Casapesenna. È lui (su 34 progetti presentati) ad aver vinto il concorso di idee organizzato dall’Ordine degli Architetti di Sassari e Olbia Tempio in collaborazione con il Comune di Olbia.

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