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Olbia

Piano idrogeologico, adesso si attende il via libera dell’aula

di Angelo Mavuli
Piano idrogeologico, adesso si attende il via libera dell’aula

Lo strumento, di cui la città non è fornita, arriva in Consiglio: previste diverse iniziative per illustrarlo alla popolazione

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TEMPIO. “Lo studio di compatibilità idraulica-geologica e geotecnica”, e cioè il piano di assetto idrogeologico di cui il comune di Tempio non è ancora fornito, dovrebbe approdare a giorni in consiglio comunale per l’esame, l’approvazione e quindi l’invio alla Regione per un ulteriore esame e per l’approvazione finale. Se tutto andrà bene, il piano, una volta riapprodato dalla Regione in consiglio comunale, potrebbe diventare operativo entro i primi sei mesi del nuovo anno.

Strumento indispensabile. Nei giorni scorsii, il voluminoso dossier sull’argomento, è stato approvato dalla commissione comunale ai lavori pubblici, ambiente e urbanistica. A darne notizia è stata, ieri, Anna Paola Aisoni, vice sindaco e assessore ai lavori pubblici urbanistica ed edilizia privata che si è soffermata a lungo a illustrare i vari passaggi burocratici del documento. «Strumento indispensabile, fondamentale ed integrante all’interno di un Piano di protezione civile».

Solo un piano. La città attualmente è fornita solo di un “Piano di protezione civile da rischio di incendio interfaccia” elaborato nel 2008. Non esiste però un piano in caso di allerta meteo. Nel 2014 lo stesso piano del 2008, stravolto dalle osservazioni della Regione, fu praticamente rifatto.

Oggetto sconosciuto. Se si escludono alcune riuscitissime iniziative per le scuole della polizia locale ( lezioni ed esercitazioni esterne sempre per gli alunni), il piano però era e rimane per la massa un oggetto sconosciuto.

Nuove iniziative. D’accordo su questo anche l’assessore competente Francesco Quargnenti che annuncia quanto prima una serie di iniziative per far conoscere il piano. «E’ allo studio la redazione di un opuscolo illustrativo che spieghi ai cittadini, per sommi capi, le norme da rispettare in caso di necessità. Nello stesso saranno elencati anche i diversi punti di raccolta, a seconda degli eventi calamitosi che si andranno ad affrontare. Sull’esempio di altri comuni stiamo per adottare, anche noi, una applicazione dalla quale inviare, in caso di necessità, una mail a quanti più cittadini possibili». Francesco Quargnenti prende atto dell’assenza del Piano di assetto idrogeologico.

Città protetta. «Questo però non vuol dire che il cittadino è indifeso e che la struttura attende l’evento, sperando solo nel buon Dio. All’arrivo di allerte idrogeologiche della Protezione Civile, infatti, attiviamo in brevissimo tempo il Coc e assieme alla polizia locale, alla protezione civile e agli operai dei cantieri dell’Ente Foreste, dei quali possiamo per legge usufruire, cominciamo a monitorare siti sensibili del nostro territorio. In città, ad esempio, i fiumi Manzoni e Parapinta, via Silla Lissia, via Togliatti, la Zona Industriale, Via Puchoz, Via Puccini, Rione Poi, Via Martiri di Curragghja, Via Santa Caterina solo per citarne alcuni e a Bassacutena l’omonimo rio . Mi auguro che quanto prima il Piano diventi operativo. Ci darebbe certezze importanti».

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